«Inizia il percorso verso la sanità dopo il Covid, non senza il Covid». Pierpaola D'Alessandro, direttrice generale della Asl di Frosinone, sintetizza in questo modo l'inizio di una fase diversa. La massiccia campagna di vaccinazione ha spezzato le curve dei contagi e dei decessi. Allentando la pressione sulla rete ospedaliera. A marzo e aprile in Ciociaria ci sono stati fino a 450 pazienti Covid ricoverati. Contemporaneamente. Adesso siamo a circa 80. E la situazione sta ulteriormente migliorando.

Tracce di normalità
Con le indicazioni regionali basate sul report dei dati dell'andamento della pandemia da Covid 19 del 26 maggio 2021, le Aziende Sanitarie stanno riconvertendo il loro assetto a far data dal 1° giugno, secondo quanto previsto dallo scenario di rischio 2 e fino alla nuova ridefinizione sulla base dei dati quindicinali. Spiega la D'Alessandro: «Questo permette alla Asl di Frosinone di cominciare un percorso che ci porterà verso una "diversa" normalità, diversa perché non sarà mai più una sanità senza Covid in quanto il virus circola e circolerà, ma grazie alla potente campagna di vaccinazione potremo tornare a pianificare le attività tenendo sempre alta la guardia e attuando le precauzioni di igiene, mascherina e attenzione sia dentro gli ospedali che nella vita quotidiana».

Poi aggiunge il manager: «Premesso questo, per la nostra Azienda sono previsti ancora attivi 26 posti letto dedicati a pazienti Covid presso l'ospedale di Frosinone, unità operativa complessa malattie infettive, con il supporto di 2 posti letto di Terapia intensiva Covid presso unità operativa complessa anestesia e rianimazione. E 14 posti letto presso l'ospedale di Cassino, unità operativa complessa di pneumologia, supportati da 4 posti letto di Terapia intensiva presso Uoc di anestesia e rianimazione. Dunque, 40 posti letto tra Frosinone e Cassino e 6 in terapia intensiva. Attualmente nei reparti di rianimazione ci sono 4 malati di Coronavirus. Fino al mese scorso i reparti erano sold out: 24 posti letto occupati (16 a Frosinone, 8 a Cassino).

A novembre, mese del primo picco, Pierpaola D'Alessandro (appena insediata come manager) rivoluzionò l'assetto della rete ospedaliera. Allo "Spaziani" di Frosinone 127 posti letto Covid, più 20 di terapia intensiva e 4 di terapia subintensiva. Al "Santa Scolastica" di Cassino 72 posti letto, più altri 8 di terapia intensiva. Più i posti nelle strutture private accreditate. A marzo però, quando la Ciociaria è finita in zona rossa, furono necessari ulteriori interventi a supporto.

Il report
Che la situazione stia migliorando emerge dai dati. Dal 17 al 23 maggio 184 nuovi casi in provincia. Erano stati 425 dal 26 aprile al 2 maggio, 395 nella settimana successiva e 302 in quella dopo. L'età media dei contagi è di 40.5 anni. Al 26 maggio 2021 il 43,8% della popolazione assistita dalla Asl di Frosinone (410.388 persone) aveva ricevuto almeno una dose di vaccino. Per la precisione erano state somministrate 179.781 dosi. Mentre il 19% (77.889 persone) aveva completato il ciclo vaccinale. Numeri che naturalmente sono ulteriormente cresciuti. E l'obiettivo è quello del raggiungimento dell'immunità di gregge ad agosto. Dal 10 al 16 maggio i nuovi casi alla Asl di Frosinone sono stati 302. Dal 17 al 23 maggio 184. Con una diminuzione del -40%.

Ricoveri e attività chirurgica
In più di un anno di pandemia in provincia di Frosinone la diminuzione dei ricoveri è stata del 22% e quello degli interventi chirurgici del 31%. Ha affermato il direttore generale Pierpaola D'Alessandro nei giorni scorsi: «Ma va sottolineato come l'attività chirurgica di elezione sia stata la principale attività ospedaliera sospesa a livello nazionale per alcuni mesi con il mantenimento esclusivo degli interventi urgenti e quelli legati all'oncologia. All'interno di questo scenario si è assistito all'aumento dell'attività chirurgica relativa alla neurochirurgia con un aumento da 242 interventi nel 2019 a 300 nel 2020 ed all'aumento di angioplastiche coronariche (480 nel 2019 a 486 nel 2020), anche gli interventi ortopedici legati alla chirurgia protesica (da 319 nel 2019 a 255 nel 2020) mostrano una diminuzione inferiore alla media aziendale». C'è poi tutto il settore dello screening oncologico. Adesso è l'ora di provare la ripartenza. Senza abbassare la guardia però sul fronte Covid.