Il consiglio provinciale ha approvato (con il voto contrario del solo Gioacchino Ferdinandi) le linee guida per la redazione del piano per l'organizzazione dei servizi di smaltimento e recupero dei rifiuti. Non c'è l'indicazione delle aree dove potrebbe essere ubicata una discarica. Nella delibera è specificato che il piano, chiesto dalla Regione alle Province, potrà essere «elaborato solo a conclusione dei lavori del Politecnico di Torino, incaricato dalla Provincia di Frosinone di riattualizzare le aree sensibili del Ptpg di Frosinone quale stralcio dell'iter di aggiornamento».

«Questo a seguito - si legge nella nota - della situazione emergenziale relativa al IV bacino della discarica di Roccasecca che, con il trasferimento massivo dei rifiuti di Roma, ha interrotto il ciclo virtuoso della provincia di Frosinone e dei suoi Comuni che, invece, avrebbe garantito autosufficienza al territorio fino al 2026: bene prima di allora, infatti, l'ente di piazza Gramsci avrebbe completato la procedura di aggiornamento del Ptpg che include la verifica di zone potenzialmente idonee per la realizzazione di una nuova discarica».

Nella stessa delibera il consiglio provinciale diffida la Regione «dal porre in essere azioni che non siano orientate alla salvaguardia del principio secondo cui aree fuori provincia siano pronte ad accogliere, nei loro siti di smaltimento, i rifiuti del territorio ciociaro, senza aggravio di costi per i cittadini, in misura analoga a quanto ha fatto la Provincia di Frosinone.
Ha detto Antonio Pompeo: «Fermo restando che ciascun Ambito Territoriale debba individuare una propria discarica, necessità che ho sempre ribadito sia come presidente della Provincia di Frosinone, sia come presidente di Upi Lazio, non possiamo pagare noi, cittadini di questo territorio, gli extracosti derivanti dal conferimento dei rifiuti in altre province o regioni: se la discarica di Roccasecca non avesse dovuto smaltire gli enormi quantitativi provenienti da Roma, il sito sarebbe stato sufficiente per soddisfare il nostro fabbisogno almeno per altri cinque anni.

Per non parlare dei benefit ambientali di cui il territorio è creditore. Non ci sto a far passare il nostro come un territorio che non ha ottemperato a quanto doveva: il ciclo dei rifiuti frusinati presentava una condizione ottimale in termini di impiantistica, conferimento in discarica e termovalorizzazione e con un incremento costante delle percentuali di raccolta differenziata, grazie anche agli interventi e alle misure di sostegno ai Comuni che abbiamo messo in campo. Ecco perché oggi non ci si può chiedere, con queste tempistiche, di individuare aree idonee: abbiamo affidato il lavoro a un ente qualificato anche a livello internazionale, quale il Politecnico di Torino, che lo completerà entro un anno e lo invierà alla Regione Lazio, cui, è bene ribadirlo, spetta l'individuazione del sito».

Ora bisognerà vedere quali saranno le decisioni della Regione, che aveva fissato al 31 maggio il termine ultimo per inviare il Piano. Non sono indicate le aree però. Motivo per il quale la Regione potrebbe anche optare per la nomina di un commissario ad acta. Daniele Maura, consigliere delegato a presiedere i lavori dell'aula, ha detto che sul punto «ci sono state mancanze della Regione ma anche ritardi della Provincia».

Il Consiglio ha pure ratificato le linee guida per le Aua (Autorizzazioni Uniche Ambientali). La Provincia, in collaborazione con Unindustria e Arpa Lazio, ha realizzato un vademecum «con l'obiettivo di rispondere a due esigenze apparentemente difficili da contemperare». E precisamente: da un lato, incentivare lo sviluppo industriale nella provincia, favorendo l'insediamento di nuovi siti produttivi che possano rimettere in moto il processo economico del territorio, fortemente provato dalla pandemia.

Dall'altro, l'imprescindibile azione di difesa dell'equilibrio ambientale che, nel pieno rispetto della legge, mira a uno sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla salvaguardia dell'ecosistema. Ha rilevato Pompeo: «Le linee guida Aua sono un prezioso strumento di semplificazione al servizio del territorio e del suo sviluppo sostenibile, in un quadro trasparente di procedure condivise».