Il problema è la percezione. Meglio, quello che viene percepito. La vicenda del concorso del comune di Allumiere, dalla cui graduatoria hanno attinto altri enti tra cui la Regione Lazio per l'assunzione di personale a tempo indeterminato, continua a gettare ombre sulla politica. Al di là delle indagini che ci sono e che forse verranno.

La riunione della Commissione regionale trasparenza che si è tenuta ieri mattina in videoconferenza, lungi dall'aver trovato risposte esaurienti, ha avuto però il merito di ribadire ancora una volta il ruolo che la politica e i politici hanno avuto. La difesa d'ufficio del sindaco di Allumiere Antonio Pasquini, presentatosi come vittima, è parsa il minimo che ci si potesse aspettare. Perché se da un punto di vista puramente formale la procedura, come ripetuto ieri, sembra (!) inattaccabile, la convenzione tra la Regione Lazio e il comune di Allumiere per poter attingere alla graduatoria (miracolosamente… allungata) nonché la tempistica con cui si è proceduto alle assunzioni (in alcuni casi di gente vicina, molto vicina, a chi si trovava nella stanza dei bottoni), qualche dubbio continuano ad alimentarlo.

Non è un mistero che grazie a quella convenzione hanno trovato un posto di lavoro il segretario del circolo cittadino di Frosinone del Partito democratico Andrea Palladino, ormai da settimane irreperibile, e Massimo D'Orazio, assessore esterno del comune di Isola del Liri. Quando si dice la fortuna...

Non può passare inosservato, e lo hanno fatto notare ancora una volta il presidente della Commissione Chiara Colosimo (Fratelli d'Italia) e il consigliere dei Cinque Stelle Francesca De Vito, neanche il fatto che Antonio Pasquini abbia lavorato nell'ufficio di presidenza regionale a stretto contatto con il presidente Mauro Buschini, l'unico che all'indomani dello "scandalo" ha deciso di dimettersi e finora la sola vittima eccellente. Il sindaco Pasquini ha più volte sottolineato la regolarità dell'iter seguito. Salvo aver dato il benservito ad Andrea Mori, il presidente della commissione giudicatrice che ha ampliato da venti a cento gli idonei ammissibili al concorso dopo la preselezione.

La versione di Pasquini
Il sindaco di Allumiere ha ripercorso le tappe che hanno portato al bando e alla successiva graduatoria. «Abbiamo pubblicato il bando a maggio 2020 in Gazzetta Ufficiale, a giugno la commissione ha deciso di spostare il punteggio minimo della prova di preselezione per accedere al concorso da 21/30 a 31/45. Questo è stato l'errore, si sarebbe potuto fare in Gazzetta Ufficiale un mese dopo per dimostrare maggiore trasparenza». E l'ampliamento della graduatoria? «Il passaggio da venti a cento è stato deciso dalla commissione seguendo tutte le linee di principio delle direttive della Funzione pubblica.

Ancora adesso – ha ricordato Pasquini – arrivano richieste da altri comuni per poter usufruire della nostra graduatoria. Probabilmente tutti i candidati risultati idonei troveranno lavoro anche in considerazione della carenza di personale di tanti enti. Detto questo, noi siamo i primi a volere chiarezza. Il fatto che ci siano uno di Frosinone, uno Latina o uno di Viterbo non mi interessa, a me importa solo che sia tutto legittimo».
Insomma, al momento il comune di Allumiere non intende annullare il concorso. Ci saranno valutazioni successive quando gli uffici (e non la politica) lo riterranno opportuno. Ma senza fretta.