Era diventato un incubo per lei. Costretta a subire violenze continue. Ma circa un mese fa, dopo un'altra delle tante aggressioni, è riuscita a trovare il coraggio e a denunciare ai carabinieri gli abusi, le violenze, le vessazioni, costretta a subire nel tempo dal marito, un trentatreenne di origine marocchina. Sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e alcool pretendeva rapporti sessuali non consenzienti.

Picchiata spesso anche davanti alla figlia minore. Il trentatreenne è finito ai domiciliari e la donna, anche lei di origine marocchina, è in una struttura protetta. Vivevano a Veroli da diverso tempo. Il prossimo 7 giugno si terrà l'incidente probatorio.

La ricostruzione
A fine aprile scorso l'uomo è stato arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori. L'intervento dei carabinieri della locale Stazione si è svolto in collaborazione con i colleghi di Boville Ernica. Ai militari era arrivata la telefonata della donna che chiedeva aiuto per un'altra violenza che stava subendo dal compagno.

In particolare i militari sono intervenuti a seguito della denuncia della moglie dell'uomo, sua connazionale, la quale ha chiesto il loro intervento sostenendo che il marito, per l'ennesima volta, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e alcool stava abusando sessualmente di lei. Aveva sfondato la porta di ingresso dell'abitazione e subito dopo quella della camera da letto, dove si era rinchiusa per timore.

Per l'uomo, come detto, è stato disposta la misura degli arresti domiciliari, mentre la donna, che si è rivolta all'avvocato Mario Cellitti, è stata portata in una struttura protetta. La prossima settimana si terrà l'incidente probatorio. Il trentatreenne deve quindi rispondere dell'accusa di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori. Violenze e sofferenze morali che la donna è stata costretta a subire nel tempo.