La scelta del sito per ospitare la discarica della provincia di Frosinone, dopo quasi 20 anni, ottiene l'ok del Tar. I giudici amministrativi si sono pronunciati respingendolo sul ricorso promosso, nel 2009, dalla società Ambiente territorio energia srl. L'oggetto era l'avviso pubblico con il quale il 17 settembre del 2000 la Provincia di Frosinone aveva indetto la procedura aperta per la scelta del sito della discarica. La ricorrente, classificatasi terza con il proprio sito, quello di Sant'Elia Fiumerapido con 104 punti, dietro a Giuliano di Roma (110) e Sgurgola (105) ma davanti a Ricasecca (89) e Arpino (69) contestava che ilcommissario delegato per l'emergenza dei rifiuti, nel novembre del 2002, anziché utilizzare la graduatoria, ha individuato autonomamente il sito di Roccasecca, gestito dalla Mad srl.

Secondo l'Ate, nel 2003, il commissario, una volta conclusa l'emergenza rifiuti, avrebbe rassicurato sull'utilizzo delle procedure concorsuali per la la discarica. Dunque, con il ricorso si chiedeva «l'accertamento del danno subito a causa dell'illegittima ed inerte condotta tenuta dalla Provinciadi Frosinone nella gestione della procedura». La società lamentava i danni per «le spese inutilmente sopportate per la predisposizione dei progetti» e per il «mancato guadagno, cioè di quanto avrebbe potuto ricavare ove il proprio sito fosse stato scelto per collocarvi la discarica». Secondo la ricorrente sitratta di un«vantaggio che sicuramente le sarebbe spettato, stante l'indisponibilità dei primi due siti in graduatoria».
Il danno è stato quantificato in 580.233,21 euro come «danno emergente» e di 1.870.875 come «mancato guadagno» per un totale «di 2.200.565,50 oltre interessi.

La ricorrente ha insistito per il riconoscimento «del danno da mancata aggiudicazione» nonché del «danno da ritardo nella conclusione della procedura concorsuale e, in subordine,per la revoca della procedura concorsuale». Tuttavia, ad avviso del Tar l'impostazione «non può essere seguita». Questo perché «il danno di cui si reclama la riparazione non dipende dalla corretteza del procedimento concorsuale, bensì da un fattore esterno, costituito dall'emergenza rifiuti, che ha impedito la selezione ed apprezzamento dei siti da destinare a discarica secondo la procedura ordinaria. Il mancato utilizzo della graduatoria non è dipeso da un ripensamento arbitrario della Provincia...bensì dall'impossibilità sopravvenuta causata da un evento imprevedibile l'emergenza rifiuti che ha determinato la sostituzione della Provincia nella gestione della graduatoria con il commissario straordinario».

Per il Tar la «violazione dell'aspettativa della ricorrente allo scorrimento della graduatoria...non sarebbe comunque imputabile all'ammini strazione che aveva indetto quella procedura, bensì dalla scelta di un soggetto esterno e terzo rispetto alle parti delle controversia. Non possono essere imputate alla Provincia, né alla Regione, le autonome scelte compiute dal commissario per l'emergenza rifiuti». In pratica scrivono i giudici la ricorrente avrebbe dovuto impugnare le «delibere che avevano assegnato i servizi a Roccasecca». Di più: «non può ora la ricorrente, dopo aver prestato acquiescenza a tali decisioni del Commissario, reclamare il risarcimento del danno da questi prodotto, che la ricorrente stessa avrebbe potuto in astratto evitare impugnandole con ricorso giurisdizionale».

Infondata dunque la pretesa di pretendere il risarcimento del danno dalla Provincia o dalla Regione come pure quella per il danno da ritardo. Inoltre, le ulteriori doglianze contro l'amministrazione «per la condotta asseritamente "scorretta" per la mancata offerta di compensare laricorrente offrendole la possibilità di adibire per il futuro la sua area a discarica» andava prodotta «con motivi aggiunti debitamente notificati alla controparte».