È ancora molto scosso il conducente del camion coinvolto nel terribile incidente che martedì mattina è costato la vita al cinquantenne Roberto Facchini di Avezzano. Anche lui ha rischiato di morire nell'abitacolo del suo automezzo che ha preso fuoco subito dopo il violento urto con la vettura. Camion che è stato posto sotto sequestro.

T. L., classe 1982, di Castelliri, era al lavoro: stava percorrendo la superstrada Sora-Avezzano con il suo camion carico di tegole. Alle 5.45 circa, mentre viaggiava in direzione Avezzano, si è trovato improvvisamente l'auto di fronte senza il tempo di fare qualsiasi tipo di manovra. Lo schianto è stato violentissimo e il camion ha preso fuoco. L'autista è stato pronto a balzare fuori dall'abitacolo uscendo dal finestrino del lato passeggero. È riuscito a mettersi in salvo, ha fatto qualche passo per allontanarsi dal fuoco, ha alzato gli occhi e con il cuore in gola ha visto la terribile scena: il tir in bilico sul burrone, motrice, rimorchio e tutto ciò che era all'interno distrutti dalle fiamme. Poco più in là il corpo esanime di Roberto Facchini.
Il giovane di Castelliri lavora con la ditta di famiglia che possiede due autotreni, uno più vecchio e quello andato distrutto nel tragico incidente di martedì mattina, acquistato lo scorso anno.
La tremenda scena, fra sangue, fuoco e disperazione, si è parata davanti a un automobilista di passaggio che ha dato l'allarme.
L'autorità giudiziaria ha aperto un'inchiesta. Il camionista è assistito dagli avvocati Davide Ferazzoli e Alessandro Petricca del foro di Frosinone; sempre di Frosinone il consulente analista ricostruttore tecnico di parte, il perito Francesco Di Gennaro.
Intanto oggi ad Avezzano sarà celebrato il funerale del cinquantenne abruzzese morto sul colpo nel terribile schianto.