Quattro anni non sono bastati per chiudere il processo per l'omicidio di Emanuele Morganti. E così, vista la condanna, in secondo grado, a 14 anni per omicidio preterintenzionale di Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna la Corte d'assise d'appello ha preso atto della decorrenza dei termini massimi di custodia.

I tre potranno tornare in libertà, con l'obbligo di dimora e divieto di uscita di casa dalle 22 alle 7, in attesa della pronuncia definitiva della Cassazione. Considerato che Castagnacci, l'unico in carcere (gli altri sono ai domiciliari), e Palmisani sono stati arrestati il 28 marzo e Fortuna il 10 aprile 2017, i primi saranno liberati il 30 maggio mentre Fortuna l'11 giugno. Tuttavia, il procuratore generale della Corte d'appello, che deve decidere se proporre ricorso contro la sentenza emessa a febbraio, ha chiesto una misura a tutela delle esigenze cautelari.

Esigenze che la Corte ritiene sussistenti quanto «al pericolo di reiterazione di gravi reati della stessa specie, pericolo desunto dalla gravità dei fatti e dalle modalità esecutive, nonché dal contesto complessivamente futile (una serata in discoteca) a margine del quale si sono svolti gli eventi, nonché dall'entità della pena». Da qui l'obbligo di dimora misura «idonea ed adeguata alla personalità degli imputati». Dimora da indicare all'atto della scarcerazione.

Va aggiunto che se per Castagnacci, in carcere da allora, la misura ora gli giova, per gli altri due si interrompe il periodo di detenzione domiciliare che sarebbe stato defalcato dalla eventuale condanna definitiva. Per cui, se questa dovesse arrivare li porterà a trascorrere in carcere un periodo (da qui alla pronuncia della Cassazione) che altrimenti avrebbero scalato, restando ai domiciliari.

Ovviamente delusa la famiglia Morganti, rappresentata dall'avvocato Enrico Pavia, che si sarebbe aspettato un processo - pur nella sua complessità - più celere. Proporranno ricorso per Cassazione dopo la condanna a 14 anni i legali dei tre (avvocati Bucci, Carbone, Naso, Alviani e Ceccarelli).