Una violenta lite in famiglia tra nomadi è finita nel sangue: un 43enne di professione arrotino ha tagliato i tendini di una mano a un parente vicino di casa. Secondo la ricostruzione dei carabinieri tutto è accaduto quando G.R. 56 anni e P.R. 32 anni, animati da futili motivi, si sono affrontati in strada, a pochi metri dalle rispettive abitazioni. Mentre i due venivano alle mani è intervenuto in difesa del secondo G.G. 43 anni, all'arrivo del quale G.R. è tornato a casa, si è armato ed è tornato in strada, dove prima ha esploso alcuni colpi di carabina ad aria compressa contro gli altri due e poi, brandendo un coltello da macellaio, si è avventato contro G.G., colpendolo al volto; uno dei fendenti si è abbattuto sul braccio sinistro della vittima, tranciandogli di netto i tendini.

L'uomo, che nella comunità dei nomadi camminanti è conosciuto come arrotino, è stato trovato in possesso di varie lame e coltelli. I medici dell'ospedale di Canicattì hanno giudicato le ferite di P.R. guaribili in 15 giorni, mentre per G.G. si sono riservati la prognosi, disponendo il suo trasferimento presso l'Ospedale Civico di Palermo dove, con un delicato intervento chirurgico, si tenterà di restituirgli la funzionalità del braccio. G.R., arrestato dai Carabinieri e rinchiuso nel carcere di Enna, dovrà rispondere di tentato omicidio.