I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitato anche a Frosinone per fermare la "strage silenziosa" dei morti sul lavoro. Ieri mattina, davanti al palazzo della Prefettura, le delegazioni delle tre sigle hanno manifestato "Per una nuova cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro".

«C'è un'emergenza che rischia di trasformarsi in tragica rassegnazione - dicono i segretari generali Giovanni Gioia (Cgil), Enrico Capuano (Cisl) e Anita Tarquini Uil) - Le morti sul lavoro sono una strage silenziosa. Nel Lazio, il primo trimestre di quest'anno ne ha già contate 19. Mentre nello stesso periodo del 2020 erano state 7.
E se allarghiamo lo sguardo all'intero Paese, hanno perso la vita, da gennaio a marzo 2021, 185 tra donne e uomini, contro le 166 vittime dello stesso trimestre 2020. Per questo anche Frosinone, fa sentire la sua voce nella giornata di mobilitazione indetta dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali, per sensibilizzare ulteriormente le istituzioni affinchè cresca e si diffonda una nuova cultura della sicurezza sul lavoro».

Dunque "Persone, non numeri" da tutelare, come recita lo slogan scelto per l'iniziativa. «Fermare questa strage si può e si deve  - proseguono i segretari di Cgil, Cisl e Uil  - Serve però un salto di qualità. Bisogna partire dalla consapevolezza che nessuna persona può essere impegnata in un lavoro senza una preparazione adeguata. Anche la scuola può fare molto, educando i giovani al rispetto delle norme di sicurezza. Inoltre, è necessario aumentare le ispezioni sui luoghi di lavoro, integrare le banche dati, investire risorse, rafforzare il ruolo delle rappresentanze sindacali».

La mobilitazione di ieri proseguirà domani a Roma sotto la sede della Giunta regionale, dove i sindacati confederali chiederanno a gran voce l'approvazione della legge sulla salute e sicurezza.