Luigino Sonni non c'è più e Ferentino è incredula. Era smarrita ieri la città. Tante facce tristi, occhi lucidi e lacrime ieri pomeriggio, alle esequie celebrate nella chiesa di San Valentino e riecheggiate nella vicina piazza Matteotti, dove da anni Luigi insieme al figlio Ambrogioha gestito la storica edicola Sonni. Tanta gente, nonostante le restrizioni anti Covid, era presente per l'ultimo saluto al presidente decennale della Pro loco. Ha partecipato al rito, tra gli altri, il sindaco Antonio Pompeo e altri amministratori ed anche il presidente regionale delle Pro loco Unpli, Claudio Nardocci.

La messa presieduta dal vicario generale monsignor Giovanni Di Stefano, è stata concelebrata da don Giuseppe Principali, don Luigi Di Stefano e don Luigi De Castris. «Siamo tutti colpiti dalla notizia arrivata come un fulmine a ciel sereno. Guardiamo la bara e riflettiamo. Il primo messaggio che ci dà Luigino è "noi siamo fatti per la vita non per la morte"» parole di don Nino, che ha portato le condoglianze del vescovo Spreafico alla famiglia Sonni. Coincidenza ha voluto, ha evidenziato sempre il vicario, che il giorno del funerale coincidesse con la festa di Maria Madre della chiesa, della Madonna Ausiliatrice e del bombardamento di Ferentino (24 maggio 1944): «per tutto questo Luigino si è dato sempre da fare».

Ed ancora: «persona riservata, è stato di grande insegnamento per tutti, grande attaccamento a Sant'Ambrogio». Al termine della concelebrazione hanno letto lettere commoventi il fratello e il figlio di Luigi. Ma anche il sindaco Pompeo: «caro Luigi lasci un vuoto incolmabile» e il presidente Nardocci: «gli abitanti di Ferentino sono stati fortunati ad avere un presidente come Luigi». Una persona indimenticabile, innamoratissimo della città, di Sant'Ambrogio e della Pro loco, questo era Luigi. Dalla Pro loco il messaggio breve ma sostanziale: «Se ne va una persona rispettabile, per bene, un'istituzione per Ferentino e per le Pro loco. La passione e l'integrità con cui Luigino ha diretto per 49 anni la nostra associazione, restano il lascito più prezioso per tutti gli iscritti».