Locali devastati, porte d'ingresso danneggiate.
Derubati di tutto.
Bilance di precisione utilizzate per le donazioni di sangue delle varie raccolte svolte dell'associazione in tutto il territorio, computer, quadri di onorificenza e altri strumenti utilizzati dalle dipendenti e volontarie che giornalmente frequentano la struttura.
Quello che non sono riusciti a prendere nella notte tra il 20 e il 21 maggio, lo hanno "recuperato" lo scorso week-end. Raid a distanza di tre giorni nella sede provinciale dell'Avis.

Non è semplice quantificare il bottino, ma si aggirerebbe attorno ai 20.000 euro, in quanto le bilance, utilizzate dalle varie sedi Avis per le raccolte, hanno un costo rilevante, come anche i pc. Ora sarà difficile ripartire. Lo sconcerto del presidente Fausto Di Tommaso. «In pochi giorni siamo stati derubati di tutto. Hanno distrutto tutta la sede. Fare associazionismo e volontariato in questo modo non è possibile».

Quanto accaduto nella sede dell'Avis Provinciale di Frosinone, al terzo piano della struttura dell'Asl di Frosinone dell'ex ospedale Umberto I, in viale Mazzini, è stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato tutti gli accertamenti del caso per cercare di risalire ai responsabili.

Danni ingenti anche nelle altre sedi associative presenti sempre al terzo piano dei locali. Un appello a garantire maggiore sicurezza e ad adottare tutte le misure per evitare simili episodi. Ad accorgersi del furto della notte tra sabato e domenica, è stata, ieri mattina, la segretaria provinciale dell'Avis che ha subito allertato il presidente Fausto Di Tommaso, il quale ha commentato la brutta disavventura: «In pochi giorni siamo stati derubati di tutto. Hanno distrutto tutta la sede, e divelto tuttele porte,che rimarrannoinagibili per chissà quanto. Una situazione insostenibile, e faccio appello ai vertici dell'Asl di Frosinone affinché si possa provvedere al più presto. Avevamo già in passato fatto presente i problemi di sicurezza della struttura, e la carenza di controlli e personale preposto. Hanno rubato di tutto, compresi quadri e targhe ricordo di tante iniziative legate all'Avis. Fare associazionismo e volontariato in questo modo non è possibile».

Ieri, dopo il sopralluogo del primo furto avvenuto, i carabinieri sono tornati sul posto per cercare elementi che possano essere utili alle indagini. Una notizia che ha destato tanta amarezza, soprattutto perché ha colpito il cuore delle associazioni di volontariato, sempre in prima linea per aiutare il prossimo. Ora toccherà rimboccarsi le maniche, ma non sarà semplice senza le dovute apparecchiature.

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