«A seguito del Covid-19, nel 2020 sono andate perse 233 milioni di presenze (-53,4% rispetto al 2019), con un calo di fatturato del settore ricettivo paria 13,3 miliardi di euro (-54,1%). La crisi non è ancora passata: nei primi quattro mesi del 2021 le presenze totali sono state l'85,6% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019», a certificarlo è FedeAlberghi nazionale nel report trimestrale.

«Ad aprile 2021 nel comparto ricettivo sono andati persi circa 100 mila posti di lavoro temporanei. Una volta terminata la cassa integrazione, dovranno purtroppo attendersi conseguenze anche sui contratti a tempo indeterminato». È la stessa fotografia di Fiuggi, a conferma della catastrofe economica che pesantemente ha colpito i settori alberghiero e commercio.

Dove si registra qualche leggero segnale di vita nelle prenotazioni su luglio ed agosto. Poca roba rispetto alle perdite di fatturato, che tanto per dare una dimensione, negli hotel in 3 stelle si aggirano sui 600/800 mila euro su base annua, a fronte di ristori del Governo che porteranno nelle tasche degli albergatori intorno ai 5/6 mila euro. In pratica lasciti da soli ed abbandonati al loro destino.

Sarà questa la vera sfida dei prossimi mesi su cui dovrà andare a misurarsi l'amministrazione comunale, con scarse risorse finanziarie a disposizione ed una economia da ricostruire nelle fondamenta. Perché puoi impegnarti quanto vuoi nel restituire il decoro urbano, e in tal senso tanto sta facendo l'attuale giunta, come mai si era visto prima, però se non rimetti in piedi un meccanismo economico virtuoso che riporti i turisti a Fiuggi allora uscirne fuori sarà impossibile.

Il Comune di Fiuggi da solo non potrà mai farcela.
Servono aiuti concreti dal Governo, dalla Regione Lazio e finanza privata in soccorso dell'economia di una città turistica ormai allo stremo.