Veleni sepolti a Nocione, quella appena iniziata è davvero la settimana decisiva. Attesi nei prossimi giorni i risultati dei sondaggi eseguiti nell'area interdetta. Solo una volta ottenute le analisi dei tecnici sarà possibile stabilire se i rifiuti interrati siano dislocati nei punti già indicati come a rischio oppure se ci sia la possibilità di dover estendere il raggio d'azione. Magari anche ai bordi del campo delineato nel piano d'indagine da esaurire in 15 giorni, secondo contratto. Possibilità che allungherebbe, di certo, i tempi.

Dopo oltre vent'anni a metà dello scorso mese d'aprile sono infatti finalmente partite le analisi geotecniche nel fazzoletto di terra su cui pendono dubbi per la presenza dei veleni interrati. Una battaglia che ambientalisti e residenti conoscono bene, con inchieste della procura aperte, chiuse e riaperte. Fino all'arrivo, per la prima volta, persino di geoscanner della Finanza da Pratica di Mare. Poi ancora, anche a causa della pandemia, tutto al rallentatore. Fino ad aprile scorso, con l'esecuzione delle analisi.

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