Senza un attimo di tregua. Per la politica provinciale sarà una lunga estate calda, destinata a proseguire però per i prossimi due anni. Impressionante la serie di appuntamenti in calendario. L'esito dei quali è destinato a cambiare rapporti di forza ed equilibri.
Le comunali d'autunno
Si vota in 24 Comuni: Alatri, Sora, Acquafondata, Alvito, Arce, Casalattico, Castrocielo, Castro dei Volsci, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Fumone, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Roccasecca, Sgurgola, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trivigliano, Vallecorsa, Vicalvi, Viticuso. Non è stata ancora definita la data, anche se l'arco temporale è fissato: tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Si parla dei giorni 10 e 11 ottobre.

Alatri e Sora sono gli unici due centri con oltre 15.000 abitanti, nei quali dunque è previsto il ballottaggio se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco dovesse superare il 50% più uno dei voti. Il secondo turno ci sarebbe il 24 e 25 ottobre. Occorre sempre tener presente che le liste e le candidature vanno presentate un mese prima. Nei giorni 10 e 11 settembre quindi. Il che vorrebbe dire che a luglio e agosto tutti i partiti e le coalizioni sarebbero impegnati per trovare sintesi ed equilibri.

La proiezione alle regionali
La mancata candidatura a sindaco di Roma di Nicola Zingaretti vuol dire che alla Regione si voterà a scadenza naturale. Dunque tra due anni, nel 2023. Un periodo lungo, nel corso del quale, considerando le accelerazioni della politica attuale, potrebbe succedere di tutto. Però nei partiti c'è la consapevolezza che la candidatura alle regionali rappresenta il vero obiettivo per i big. Questo perché alle politiche, con 345 seggi in meno, ci sarà davvero spazio per pochi... eletti. Il Partito Democratico non può perdere ad Alatri, roccaforte di Mauro Buschini. Mentre il centrodestra è chiamato ad una complicata "sintesi" a Sora. Nei Dem alle regionali puntano Mauro Buschini, Sara Battisti e Antonio Pompeo.

Sarà come un congresso. Nella Lega il coordinatore regionale Claudio Durigon e quello provinciale Nicola Ottaviani dovranno mettere in campo una lista altamente competitiva. Nella quale ci saranno il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli e probabilmente la deputata Francesca Gerardi. Complicato pensare che Frosinone e l'area nord non abbiano almeno una candidatura eleggibile. In Fratelli d'Italia non sarà affatto semplice trovare una soluzione che contemperi tutte le ambizioni e le esigenze. La lista dei papabili è già lunghissima: i sindaci Roberto Caligiore e Lucio Fiordalisio, i consiglieri provinciali Daniele Maura, Stefania Furtivo e Rossana Carnevale. Ma ci sono pure Gabriele Picano, Antonello Iannarilli, Alessia Savo. Pure in tal caso potrebbe essere avanzata una candidatura del capoluogo.

In Forza Italia la riflessione non può che partire dai tre subcommissari: Adriano Piacentini, Daniele Natalia, Rossella Chiusaroli. Poi bisognerà valutare altri fattori. Ad esempio le scelte di Gianluca Quadrini: resterà "azzurro" oppure passerà alla Lega? Senza dimenticare che l'ultima parola sulle candidature l'avrà comunque il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Nel Movimento Cinque Stelle l'unica certezza è la conferma della candidatura di Loreto Marcelli.

La partita del capoluogo
Esattamente tra un anno (giugno 2022) si vota per Frosinone. Posta in palio altissima, sotto tutti i punti di vista. Nel 2012 la prima vittoria di Nicola Ottaviani mandò in crisi l'intero assetto del centrosinistra provinciale. E in particolare del Partito Democratico. Perché la spaccatura tra Michele Marini e Domenico Marzi suonò come una sorta di tana libera tutti. Infatti da quel momento in poi i Dem sono andati divisi più volte. Perfino quando hanno vinto. L'imperativo categorico è l'unità, ma non sarà semplice. E dodici mesi non sono tantissimi. Nel centrodestra Nicola Ottaviani dovrà cambiare ruolo: non più centravanti ma regista.

Avrà però il problema di tenere unita la coalizione. Lui punta sulle primarie. Le domande però sono due. La prima: con quanti candidati in campo? Oltre 4 si rischia uno spezzettamento complicato da gestire. La seconda: sicuro che tutti i partiti e le liste del centrodestra decideranno di partecipare alle primarie? Inutile aggiungere che il risultato di Frosinone peserà sulle candidature alle politiche.