A Frosinone evidentemente non stava bene. O forse non gradiva la presenza dei vicini di casa, ma anche con gli avvocati non è andata meglio.
È singolare la storia di un sessantenne che per questioni di giustizia era costretto a vivere in casa, a Frosinone. Una convivenza con i condomini divenuta ben presto insopportabile, al punto che questi ultimi lo hanno denunciato: stalking condominiale. L'uomo è accusato di aver avuto un comportamento molesto con i vicini, tra offese e altre intemperanze, ma anche di aver danneggiato porte e auto degli abitanti del palazzo, ripreso in alcuni casi dalle telecamere.

È accusato perfino di aver lanciato dei vasi e delle bottiglie di birra contro le auto dal settimo piano dell'edificio (in un caso colpendo una vettura), nella parte bassa del capoluogo, di aver gettato dal balcone l'immondizia, di aver manomesso alcuni contatori elettrici dei vicini, determinando l'interruzione della corrente. In altri casi avrebbe minacciato e offeso i condomini, soprattutto donne, compresa la cliente di uno studio professionale. È pure accusato di aver lanciato una secchiata d'acqua su una donna mentre saliva le scale del palazzo.

Venerdì l'uomo è comparso davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone Fiammetta Palmieri per difendersi dalle accuse di stalking e di danneggiamento. Ma, a un certo punto, è andato su tutte le furie, dopo che anche il secondo avvocato da lui incaricato di assisterlo ha rimesso il mandato per divergenze di vedute sulla linea di difesa. A quel punto anche l'avvocato d'ufficio ha fatto un passo indietro. L'uomo ha sostenuto che contro di lui c'è un accanimento, ha cominciato ad alzare la voce e a inveire costringendo il giudice a interrompere brevemente l'udienza e a chiamare i carabinieri di vigilanza nel palazzo di giustizia per riportarlo a più miti consigli.

Dopo un po' l'uomo si è calmato. Ma, data la situazione, il giudice ha preferito rinviare l'udienza a novembre in modo che l'uomo potesse arrivare più sereno all'appuntamento e con un nuovo difensore, stabilendo nel contempo la presenza della forza pubblica in aula.
Intanto, i condomini danneggiati dalle intemperanze dell'uomo, che ora non risiede più a Frosinone, si sono costituiti parte civile attraverso l'avvocato Nicola Ottaviani.