«Mi dica quello che lei gradisce». E' il Presidente della commissione d'esame del concorso per funzionario della Asl che parla in questi termini ad uno dei candidati. Tutto avviene in un clima di grande semplicità, come se fosse naturale che in un concorso pubblico sia l'aspirante vincitore a scegliersi gli argomenti. Ed è quella naturalezza che gela il sangue di chi legge. Ci sono anche queste frasi nell'ordinanza firmata dal gip Giuseppe Cario a carico di Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, finiti ai domiciliari perché ritenuti capaci di inquinare le prove e reiterare il reato.In fondoèsuccesso perben due concorsi, potrebbe succedere ancora. Quello cui si riferiscono le famose domande a piacere si è svolto ad ottobre. Era per 23 posti e i candidati ammessi all'orale sono stati 67, nella rosa dei primi 23 ben sei hanno parlato con Rainone, Presidente della commissione, prima della prova.
Per capire: la sera del 7 ottobre 2020 Rainone chiama la mamma del candidato Andrea Cominato e dice, appunto, che vuole parlare con il figlio. Passano due minuti e Cominato richiama il numero di Rainone, il quale gli offre la possibilità di scegliersi l'argomentoda trattaredicendo, testualmente: «...mi usi la cortesia...mi dica quello che lei gradisce».

L'altro, per nulla imbarazzato, risponde: «...diritto amministrativo, l'interesse legittimo, il diritto soggettivo, adesso stavo rivendendo i contratti a tempo indeterminato». Claudio Rainone accetta: «...allora quindi le faccio...diritto soggettivo, l'interesse legittimo e tempo determinato, perfetto grazie». La stessa sera il Presidente chiama un'altra candidata, Anna Di Marco, con la quale si accorda per una domanda: «...dimmi una cosa, dimmi una cosa, mandamelo su whatsapp ‘ia». L'accordo prevede domande sull'azienda sanitaria e sui Lea (i livelli di assistenza). E' sempre la sera del 7 ottobre e il Presidente chiama tutti i candidati che «devono» andare bene. Una di questi è Marianna D'Angiò, alla quale Rainone dice: «...lei deve stare tranquilla...il co.co. io glielo pongo come contratto flessibile ok?». La candidata non si scompone e anzi precisa: «...quindi io le espongo la normativa che trovo su internet, le caratteristiche, questo...». Il Presidente annuisce: «...esattamente, il co.co.come nasce, se l'avviso è pubblico...lei non si preoccupi, ci penso io, lei basta che mi dice l'argomento...poi mi tengo in riserva il procedimento amministrativo, va bene?». Il giorno seguente, sempre Rainone comunicherà direttamente alla D'Angiò l'esito della prova: «Lei è quinta, ha vinto il concorso». Tra i due risultano esserci stati contatti anche prima, inclusi i giorni seguenti le prove scritte.

Ad ogni modo sono la cordialità e la normalità con cui il Presidente si rivolge ai candidati che spiazzano: sempre il 7 ottobre 2020, Rainone chiama il cadidato Giuseppe Tomao, presidente in carica del consiglio comunale di Minturno. E gli offre di scegliere l'argomento oggetto della prova orale: «Buonasera, una cosa, mi dica un pensierino che possa essere diverso rispetto all'ultimo...laddove per lei non fosse un problema...lei domattina si deve presentare no?».
I due si accorderanno per una domanda sul «procedimento amministrativo» e sul punto specifico Tomao concorda di inviare un messaggio. Questa storia dei «pensierini» è ricorrente. Claudio Rainone la ripropone anche nella telefonata con il candidato Matteo Di Domenico, figlio della Presidente del consiglio comunale di Gaeta, Pina Rosato: «...la chiamavo perché noi ci siam detti, lei mi ha detto, mi ha parlato di un pensierino già l'altra volta quando ci siam visti». Il Di Domenico annuisce: «Sì». Rainone cerca comunque un'alternativa, ché non si sa mai: « Lei ne ha qualche altro, visto che i pensierini sono tutti quelli? Cioè, o meglio, tutto quello che è stato estratto riguardo al pensierino...».

Di Domenico dice che ne ha altri e dunque i due si accordano per inviare i pensierini su un messaggio telefonico. Va detto che in alcuna delle intercettazioni per il concorso da 23 posti per funzionario emergono contatti tra il commissario Esposito e i candidati, ma va altresì aggiunto che dal complesso delle indagini viene fuori un «accordo consolidato tra Rainone ed Esposito». Ai fini della cronaca spicciola circa l'esito del concorso, Giuseppe Tomao si è classificato terzo, Matteo Di Domenico sesto, Anna Di Marco ottava, Marianna D'Angiò decima, Andrea Cominato undicesimo. E poi c'è Laura Ruggiero (23esima) che risulta aver concordato un incontro con Claudio Rainone prima dell'esame, secondo il contenuto delle telefonate intercorse la sera precedente tra lo stesso Rainone e lo zio della ragazza.

Le tracce non le hanno soltanto anticipate ai candidati protetti e raccomandati dalla politica. Le hanno anche lasciate, molto nitide, e sono quelle del loro intervento per favorire qualche predestinato alla vittoria di quelli che si sarebbero rivelati i concorsi più contestati nella storia della sanità pontina, e non solo quella.

E per non farsi mancare davvero niente, Claudio Rainone e Mario Graziano Esposito, entrambi dipendenti della Asl di Latina, una volta saputo di essere finiti nell'occhio del ciclone, le tracce dei loro misfatti le hanno anche cancellate dalla memoria dei rispettivi personal computer. Ma è stata una fatica inutile. 

Ieri mattina il Presidente e il Segretario della Commissione giudicatrice di due distinti concorsi pubblici, uno per 23 posti di collaboratore amministrativo e l'altro per 70 posti di assistente amministrativo presso le Asl di Latina, Frosinone, Viterbo e Roma 3, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip Giuseppe Cario e chiesto dal sostituto procuratore Valerio De Luca e controfirmato dal Procuratore Capo Giuseppe De Falco e dall'Aggiunto Carlo Lasperanza.

Rainone e Esposito sono entrambi accusati di falso in atto pubblico e di violazione di segreto d'ufficio, per avere in concorso tra loro formato diversi falsi verbali di seduta della Commissione di cui facevano parte, e per avere acquisito con largo anticipo i contenuti dei quiz e delle domande da sottoporre ai candidati del concorso e di averle divulgate ad alcuni di loro per agevolarne il posizionamento utile nella graduatoria del concorso.

Nell'ordinanza di custodia cautelare che i due indagati si sono visti notificare ieri mattina, vi è prova documentale delle anticipazioni fatte da Claudio Rainone a sei dei 68 candidati che avevano superato la prova scritta del concorso per la copertura di 23 posti di collaboratore amministrativo. Dopo averli sentiti al telefono e convocati in un bar, il Presidente della Commissione giudicatrice chiedeva in cosa si sentissero particolarmente preparati, allo scopo di poterli interrogare, il giorno della prova, su materie di loro gradimento.

In altre circostanze, suggeriva invece agli stessi raccomandati di approfondire questo o quell'argomento, tranquillizzandoli sul fatto che sarebbero stati sentiti proprio su quelle materie. Per quanto riguarda invece l'altro concorso, quello più recente per i 70 posti di assistente amministrativo, i due indagati hanno acquisito con largo anticipo i file contenenti le domande da sottoporre ai candidati, ma stavolta non c'è traccia di contatti diretti per i «suggerimenti», come era accaduto in precedenza.

La ragione è semplice: ad ottobre 2020 Rainone finisce nelle intercettazioni di un procedimento che non riguarda la Asl, e gli investigatori tengono da parte quel materiale che si rivelerà decisivo solo all'indomani dell'espletamento del secondo concorso, quando diversi esposti vengono presentati alla Guardia di Finanza per denunciare presunte irregolarità nello svolgimento delle prove. Quando gli uomini del colonnello Umberto Palma hanno cominciato ad indagare, il secondo concorso era praticamente concluso.

Quanto a Mario Graziano Esposito, che risponde in concorso delle stesse accuse mosse a Rainone, non c'è prova di suoi contatti diretti con i candidati, ma ha certamente cooperato con il superiore a comporre falsamente i verbali di Commissione, e a cercare di cancellare le prove delle loro condotte illecite una volta avuta la consapevolezza di essere finiti sotto indagine.
Sulle ragioni che avrebbero indotto tutti e due a violare tanto sfacciatamente i confini della legittimità di un concorso pubblico di cui dovevano invece garantire la massima trasparenza e correttezza, saranno le indagini ancora in corso ad aggiungere qualcosa.

Se Claudio Rainone è stato nominato Direttore Amministrativo della Asl il 16 dicembre 2020, a cavallo tra il primo e il secondo concorso, verrebbe facile sostenere che quello possa essere stato il premio della politica per il sostegno fornito alla causa del consenso che uno o due concorsi taroccati possono generare.
Ma è tutto da provare, e dunque per il momento non si può dire che le raccomandazioni in favore di alcuni candidati di quei due concorsi siano state farina dalla politica. Lo si può soltanto supporre.

di: Alessandro Panigutti