La corsa alla realizzazione di campi per il padel è esplosa in provincia di Frosinone un paio di anni fa, ma è soltanto negli ultimi mesi, in piena pandemia, che ha fatto registrare il picco di maggior incremento, ed anche qualche incidente di percorso che la dice lunga sulle prospettive di remunerazione che questo sport sembra in grado di offrire anche nel breve periodo.

È recente la sentenza del Tar del Lazio sezione di Latina con cui i giudici amministrativi hanno rigettato un ricorso proposto dalla società Sport Mode, Società Sportiva Dilettantistica, contro l'ordinanza di demolizione di una struttura all'interno della quale sono ospitati cinque campi di padel coperti.

Il provvedimento è stato emesso nel dicembre 2020 dal dirigente del settore Pianificazione territoriale del Comune di Frosinone all'esito di un sopralluogo dell'Ufficio Tecnico municipale che aveva consentito di accertare che le aree di gioco erano state realizzate all'interno di un capannone industriale in assenza del legittimo titolo edilizio e con un evidente quanto mai autorizzato cambio di destinazione d'uso.

Un titolo che il Comune non avrebbe potuto rilasciare perché l'impianto sportivo è stato realizzato in un'area industriale che si trova a ridosso del casello autostradale, in una zona sottoposta al Piano regolatore dell'Asi, Area di Sviluppo Industriale. Per farla breve, un impianto sportivo in tutto e per tutto abusivo con tanto di opere accessorie di tipo igienico-sanitario, spogliatoi e magazzini. Insomma, la società Sport Mode, nel cui assetto, suddiviso in tre parti con quote del 33% e del 34%, figurano la Società Sportiva Antica Contea e due distinte persone fisiche, ha ritenuto di poter dare corso ai lavori con una Cil, Comunicazione di Inizio Lavori, presentata l'8 luglio 2020, un po' poco per trasformare un capannone industriale in una struttura sportiva.

I giudici del Tar non hanno avuto esitazioni nel disporre il rigetto del ricorso della Sport Mode, e al di là di eventuali istanze di condono per le opere già realizzate, ha stabilito che per il momento ci si trovi di fronte ad un conclamato abuso edilizio per il quale la società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese della fase cautelare in favore delle parti resistenti Comune di Frosinone e Consorzio Asi.

Resta l'obbligo di demolizione delle opere abusive disposto con l'ordinanza 364 del 10 dicembre 2020; e se a provvedere non sarà la Sport Mode, ci penserà il Comune di Frosinone con conseguente addebito di spese. Il caso del capannone industriale che stava per essere trasformato in un impianto sportivo ha inevitabilmente acceso i riflettori su un fenomeno, quello dell'esplosione della moda del padel, che è già nell'agenda della Polizia Locale del capoluogo ciociaro ma anche dei carabinieri del Nipaaf che hanno già provveduto a stilare la mappa dettagliata delle strutture esistenti sul territorio.

Da qualche settimana a questa parte, sui campi di padel c'è una nuova squadra di giocatori, specializzata nell'analisi dei rimbalzi della pallina delle illegittimità e delle forzature urbanistiche. Una partita interessante.