"Anche io esisto". Lo ha gridato il povero Salvo quando vagava tra le strade del paese, provato ed evitato come la peste. Alla fine, però, ha trovato qualcuno sensibile a quell'urlo, e la sua vita è cambiata. È stato accolto, amato e coccolato per una nuova esistenza, fatta di amore e non più di stenti e angoscia. La storia del cane Salvo fa tenerezza e ci dà lo spunto per parlare di come la realtà possa diventare una favola, quando è l'amore a muovere i fili. L'amore per i cani ha spinto un gruppo di amici e conoscenti a dare vita a una associazione la cui missione è la lotta sì al randagismo, ma con lo scopo preciso di dare una casa e una famiglia ai "fido" abbandonati.

Nasce così nel 2018 "Anche io esisto" e da allora ben duecento randagi sono stati raccolti, accuditi, rimessi in sesto, vaccinati, microchippati e, soprattutto affidati a chi vuole bene ai "senza padrone". Non un solo cane è rimasto orfano fino a oggi. Merito dei volontari del sodalizio amasenese, nato intorno alla passione della giovanissima Ilaria De Prosperis. L'organizzazione, presieduta da Luigi Alfano, opera da circa tre anni e nemmeno la pandemia l'ha fermata. Prima il sodalizio segnala la presenza di un cane abbandonato sul territorio al Comune, che autorizza alla vaccinazione e microcippatura presso la Asl; poi, cerca l'affidatario servendosi di ogni canale possibile, non ultimi i social network.

Le richieste vengono valutate anche attraverso un colloquio tenuto dai volontari di altre associazioni collegate in rete. Si spazia in tutta Italia, anche se la quasi totalità delle adozioni avviene nel Centro-Nord, in maniera assolutamente gratuita, tranne il costo del trasferimento. Dunque, non solo una favola d'amore a lieto fine, ma anche una soluzione pratica ai seri problemi legati al randagismo, tra cui i costi necessari per la cattura e il mantenimento degli esemplari nei canili da parte dei Comuni. Amaseno, per esempio, spende 16.000 euro l'anno.