Assistere ai loro concerti è sempre una grande emozione. Ma alcune volte lo è ancora di più, lo è di più in un contesto come quello scelto per il concerto di martedì, lo è perché dopo questi continui lockdown le note rappresentano una cura per l'anima e per il cuore.
Ma a dirla tutta non serve un motivo, una "scusa", i musicisti della Bon Bosco sono tornati a suonare e questo è già un motivo di gioia.

Il maestro Marcello Bruni li ha motivati, ha tenuto unita la "famiglia", gli oltre settanta membri della banda, fin dal primo lockdown non ha mai lasciato nessuno solo, lezioni, appuntamenti, suonate in streaming, tombolate e momenti di condivisione. Un lavoro portato avanti con tutto l'amore che solo una buona guida sa assicurare. Ma la voglia di tornare a vedersi era tanta, ancora di più quella di tornare a suonare tutti insieme, tanti musicisti unici che insieme sanno sempre regalare grandi emozioni.

E così, nell'anniversario della presa di Montecassino da parte dell'esercito polacco nel '44, si è tenuto un concerto di commemorazione organizzato all'entrata del sacrario militare grazie al lavoro di Pino Valente, Antonio De Rosa e Piero Colagiacomo dell'Associazione Cassino M.i.A 1944. Uno spettacolo unico che si è concluso con il canto della Vecchia Cassino, inno ufficiale dell città.