In più di un anno alle prese con la pandemia lo abbiamo imparato come fosse un mantra: il doppio tampone negativo sancisce la fine della fase acuta della malattia da Sars-CoV-2 ma per un recupero completo, nella maggior parte dei casi, occorrono diversi mesi. Abbiamo sentito parlare sempre di più di "Long Covid", termine con il quale si indica l'insieme degli strascichi invalidanti lasciati dal virus che incidono in negativo sulla qualità di vita dei pazienti.

Non a caso, quando si parla di "Sindrome post-Covid" si fa riferimento al persistere di sintomi più o meno debilitanti dopo la fase acuta della malattia e la negativizzazione dei test virologici. Gli studi hanno accertato, inoltre, che gli effetti a lungo termine che il virus ha sulla salute dei pazienti colpiti da Covid-19 si possono manifestare non solo nei soggetti che hanno avuto la malattia in forma grave ma anche in quelli paucisintomatici.

I dati rilevano come i sintomi maggiormente persistenti dopo l'infezione siano senso stanchezza, fiato corto, dolori muscolari, osteoarticolari e una sindrome ansiosa depressiva. Un adeguato programma di riabilitazione personalizzata (respiratoria e motoria), l'introduzione di supporti nutrizionali, associati a un corretto stile di vita, rappresentano l'approccio principale alla sindrome post-Covid.

Proprio con l'obiettivo di garantire ai pazienti una ripresa rapida e un ritorno alla normalità, il Gruppo INI ha studiato e messo a punto un Follow-up motorio post Covid. Nel poliambulatorio di Città Bianca è possibile seguire un percorso riabilitativo "ad personam" a 360° che consenta il recupero completo delle funzionalità alterate dal virus.

«In questo anno alle prese con la pandemia abbiamo avuto modo di accertare che quasi tutti i pazienti colpiti dal Covid-19 necessitino di un'adeguata riabilitazione spiega la dottoressa Roberta Paesano coordinatrice del poliambulatorio di Veroli per questo abbiamo messo a punto un follow-up motorio che consenta il ritorno alla vita pre-Covid».

Dottoressa Paesano, ci spiega meglio cos'è il follow-up motorio?
«I principali interventi per la riabilitazione sono finalizzati, in generale, alla riabilitazione respiratoria ed all'esercizio fisico, come parte integrante della fisioterapia respiratoria. A Città Bianca abbiamo voluto dedicare un percorso di recupero ai pazienti dimessi dalla nostra struttura ma anche a tutti coloro che effettuano l'accesso nel poliambulatorio. Durante la terza ondata abbiamo assistito alla diffusione del contagio anche tra pazienti molto più giovani di quelli colpiti nelle prime due ondate. Ebbene, tutti hanno bisogno di una fase riabilitativa. Sia i pazienti colpiti dal virus in maniera più violenta, sia quelli colpiti in forma meno grave e addirittura i paucisintomatici fanno fatica a riprendere la quotidianità.

E' per questo che si rende necessaria una fase riabilitativa programmata. Il percorso che abbiamo studiato per i pazienti consta di tre fasi: la prima è dedicata alla fisiokinesiterapia e, generalmente, richiede almeno dieci sedute. Contestualmente alle prime cinque sedute, si entra nel vivo della seconda fase, quella dedicata alla ginnastica respiratoria. Quando il paziente è riuscito a recuperare la sua autonomia respiratoria, in genere nel corso delle ultime cinque sedute, si integra la terza fase, quella calistenica aerobica con il supporto dei macchinari di ultima generazione dei quali ci avvaliamo nell'ambulatorio di fisioterapia. Inoltre, i nostri fisioterapisti specializzati in riabilitazione cardiorespiratoria studiano le tipologie di esercizio più idonee per il paziente».

Quali sono le tempistiche per un'adeguata riabilitazione?
«Non esistono percorsi standard, ecco perché parliamo di approcci su misura per ogni singolo paziente. Dipende da come si è sviluppata la malattia, da come il soggetto ha reagito, dal livello di compromissione del paziente e da numerosi altri fattori. Il follow-up motorio è uno schema che poi adattiamo in base alle necessità, in accordo con tutta l'equipe di medici ed esperti che a Città Bianca da mesi lavora per studiare percorsi il più possibile validi e mirati. Quel che abbiamo accertato è che dal post-Covid si guarisce solo con un approccio multidisciplinare integrato. In parole povere, non basta la sola riabilitazione. Va impostato uno stile di vita adeguato a favorire il recupero completo delle funzionalità, vanno monitorati parametri e progressi e il paziente va guidato e seguito fino al recupero della completa autonomia. Questo approccio multidisciplinare nella nostra struttura è stato reso possibile grazie all'impegno del Dottor Fernando Lunédi, responsabile dell'ambulatorio integrato post Covid di Città Bianca, che ha anche messo a punto un regime nutrizionale studiato per accelerare la guarigione».

L'ambulatorio di fisioterapia, però, oltre al grande impegno rivolto al post-Covid, continua a garantire assistenza e cura anche a tutti gli altri pazienti...
«Non ci siamo mai fermati in questi ultimi mesi.
Abbiamo continuato ad offrire ai pazienti iter riabilitativi personalizzati, garantendo assistenza dalla prima fase di preospedalizzazione fino al completo ripristino delle autonomie. Gli interventi ortopedici, la riabilitazione ortopedica-motoria come quella neuro-motoria e la cardio-motoria sono da sempre punte di diamante delle strutture del Gruppo sanitario INI. Il percorso di recupero funzionale post-operatorio o post traumatico è interamente seguito a Città Bianca. Con l'accesso all'ambulatorio l'equipe prescrive un piano personalizzato e, a quel punto, parte il percorso riabilitativo dei pazienti».