È la Cenerentola della viabilità. Parliamo della strada provinciale 183, la via Latina per la toponomastica, che collega la contrada di San Marciano con quella di Capo di China: è una strada larga tre metri e che si dipana per poco più di tre chilometri, che l'irruenza del rio Cancello, in un punto dove la corrente si fa decisa, l'ha scavata al di sotto della sede facendola restare in bilico (da oltre dieci anni) sul vuoto per oltre venti metri.

«Stiamo aspettando che il Consorzio Valle del Liri si decida a ripristinare la sicurezza di quel corso d'acqua per poi intervenire a sistemare le opere stradali», dicono dal palazzo della Provincia a Frosinone, dove ribadiscono di essere pronti a fare la propria parte, sempre che venga eliminata la situazione di pericolo che stringe in una morsa la strada fino a renderla un nastro d'asfalto inutile e sottoposto a ulteriori danni provocati dalla corrente del rio che scava terra e roccia a ogni acquazzone.

Sullo stesso tono le aspettative dell'amministrazione comunale atinate che da qualche tempo, e proprio a seguito dei ritardi manifestati dal Consorzio nel procedere ai lavori, non è tenero con l'ente cassinate. Il Comune resta a guardare e si tira fuori da questo poco piacevole spettacolo: «Noi abbiamo fatto il passo opportuno, cioè deliberare l'uscita dal perimetro di contribuenza del Consorzio e ciò proprio perché esso elude le proprie finalità e compiti istituzionali, come si evince dall'evidente stato di abbandono degli alvei del torrente Mollarino, del fiume Melfa, del rio Cancello che testimonia l'assenza di opere di manutenzione e di bonifica», si lamenta il sindaco di Atina, Adolfo Valente, sentito per chiarire la posizione dell'amministrazione atinate sulla questione via Latina.

Ma Valente allarga l'orizzonte delle lamentele verso il Consorzio denunciando l'arrivo di bollette esose e che stanno colpendo utenze mai toccate prima: «Gli edifici lungo corso Munazio Planco sono destinatari di bollette» dice il sindaco, che aggiunge alla lista gli utenti del centro storico di Atina. Oltre all'acqua, par di capire, c'è da resistere alle alluvioni delle bollette.