Ancora molto teso il clima per quanto accaduto nei giorni scorsi quando la Rocca, nell'ambito del progetto "Le luci della fratellanza", è stata illuminata di blu in memoria delle truppe francesi e dei 12.000 goumiers che presero Ausonia nel '44. E proprio quel ricordo, quella luce in memoria di uno degli eserciti che perpetrò le violenze più brutali ai danni di questo territorio, è stato come uno schiaffo, un insulto alla memoria delle numerose vittime delle barbarie e delle violenze sessuali conosciute dalla storia come Marocchinate.

Il sindaco sabato mattina ha preso le distanze da quanto accaduto invitando in primis l'associazione a scusarsi per quanto accaduto, il post pubblicato la sera prima sulla pagina Facebook di Cassino Comunica è stato sostituito, ma il malumore e la condanna sono ancora forti. Posizione netta della politica, in particolare del Centrodestra che ha invocato le dimissioni del sindaco, dell'assessore, della Giunta tutta. Ma a parlare di quanto accaduto sono stati, ancora ieri, i cittadini.

«Per quanto possa essere stato un errore, come qualcuno lo ha definito - dice Antonio in piazza Diamare - non si può pensare di scrivere una cosa del genere. Chiunque viva qui, chiunque abbia anche solo visto il film "La Ciociara" dovrebbe avere una mezza idea di cosa siano stati quei giorni». La moglie Rosaria prosegue: «Ho letto commenti in cui hanno minimizzato perché i goumiers non sono arrivati a Cassino. A questo siamo ridotti? E le centinaia di sfollati che da Cassino si sono spostati nei paesi limitrofi? E poi che significa non sono arrivati a Cassino, la violenza è violenza anche a 4.000 chilometri di distanza».

Parla Terraferma
«Ci sentiamo in obbligo di fornire dei chiarimenti su quello che è stato il nostro intento con l'illuminazione della Rocca Janula, incluso il post dedicato alla Francia come nazione coinvolta nello schieramento alleato durante la Seconda Guerra Mondiale - si legge in una nota - Porgiamo ancora le nostre scuse a coloro che si sono sentiti feriti da quello che non voleva assolutamente essere un momento "celebrativo" ma un resoconto di fatti e un appello alla fratellanza tra le nazioni: come altre associazioni che hanno organizzato e organizzeranno quest'anno commemorazioni nei cimiteri militari, incluso quello tedesco, anche noi vorremo che un territorio come il nostro, martire per la guerra, possa diventare simbolo di pace.

Le luci della Fratellanza è un progetto promosso da associazioni e di cui il Comune non è responsabile. L'intento di questo progetto era ed è guardare al futuro con un senso di perdono e pace e non assolutamente di "celebrare" una triste pagina della nostra storia ma ricordare per non dimenticare».

Opposizione indignata
In campo i consiglieri Fontana, Mignanelli, Petrarcone ed Evangelista: «Chiediamo al sindaco Enzo Salera e al presidente del consiglio, Barbara Di Rollo, di chiarire in assise il ruolo e la posizione dell'associazione Terraferma all'interno dell'amministrazione, in particolare con quale criterio sia stato affidato l'importante servizio di promulgazione e diffusione di pace nell'ambito delle iniziative in programma per il mese di maggio».

I consiglieri chiedono se la possibilità di partecipare alla programmazione sia stata resa pubblica per offrire la possibilità ad altre associazioni di partecipare. «Alla luce del gravissimo episodio accaduto venerdì 14 maggio, e provocato come ha ampiamente riferito sui media il sindaco Salera, dalla superficialità posta in essere dall'associazione in questione, crediamo sia opportuno che venga estromessa da qualsiasi altra iniziativa in programma a Cassino e dall'organizzazione di altre ed eventuali» concludono caustici.