Un mese fa moriva Luigi Annunziata, meglio conosciuto come Sor Gino. Una pietra miliare di un tessuto industriale di capitani d'impresa che non c'è più, un rappresentante di livello del sistema associativo e del mondo camerale. Abbiamo deciso di ricordarlo insieme ad Andrea Renna, oggi direttore del Consorzio di Bonifica di Roma e di Anbi Lazio, che per quasi dieci anni è stato tra i più vicini collaboratori di Luigi Annunziata quando quest'ultimo è stato presidente della Camera di Commercio a Frosinone.

«Il presidente Annunziata ha rappresentato per me un importantissimo riferimento professionale e ancor prima umano – dice Renna – Lo conobbi all'inizio degli anni 90, nella sede dell'ente camerale. Ero stato convocato per un colloquio circa la disponibilità a ricoprire il ruolo di responsabile della comunicazione dello stesso ente e di suo portavoce. Mi fece sentire subito a mio agio. In un certo senso scommise su di me. Mi disse: "Abbiamo bisogno di far comprendere cosa fa l'ente, far conoscere le nostre attività". Si era alla vigilia della riforma con la legge 530 del 1998. Una riforma che ha dato un nuovo volto alle Camere di Commercio in Italia. Insieme a lui nel Consiglio personaggi di primo piano, che hanno fatto e in parte ancora oggi fanno la storia del territorio: Sirio La Pietra, Giovanni Plocco, Mario Papetti, Roberto Turriziani, per citarne alcuni, insieme a Moreno Rotondi, e uno dei revisori, Bruno Secchi, con il segretario generale di allora, Matteo Piemontese, funzionario ministeriale di primo piano.

Diedi immediatamente la mia disponibilità. Il "presidente", come lo chiamavo e l'ho continuato a chiamare anche cessata la carica, mi faceva partecipe delle decisioni più importanti. Ne è nata un'amicizia sincera al di là della differenza di età e delle posizioni. Mi ha trattato come un figlio. Aveva uno stile d'altri tempi, una disponibilità innata che cercavo di raccontare per far emergere in quegli anni posizioni, iniziative, programmi. Il presidente non era mai banale. Misurava parole e azioni in un contesto complicato con la massima attenzione per le esigenze altrui. Non amava le polemiche gratuite. Amava al contrario la cultura del fare, del raccontare e non dell'annunciare. Portò la Camera di Commercio al centro delle attività economiche, dei dibattiti e delle scelte.

Fece capire i motivi di esistenza dell'ente che fino a quel momento non era neppure percepito. Avviò il progetto per la ristrutturazione della sede di via De Gasperi, si impegnò per unire i territori di Latina e Frosinone per fare sistema. Lo ricordo come un vero gentlemen, sempre disponibile e impegnato nella ricerca con sua moglie, la signora Andreina. Tantissimi aneddoti così come i traguardi raggiunti e gli obiettivi perseguiti come quelli del Rotary dove per anni si è speso in prima persona con le sue doti e il suo pragmatismo, oggi merce sempre più rara».