Maggio 2021 potrebbe essere ricordato come il mese che avvierà l'uscita del Paese dalla terza ondata. Il trend in Italia è in calo ormai da giorni ma questo anno alle prese con la pandemia ci ha insegnato che quando si parla di Covid-19, il condizionale è d'obbligo. Da metà maggio l'Italia riapre ai turisti. La campagna vaccinale, seppur con qualche rallentamento, prosegue. Si parla di uno slittamento o addirittura di uno stop del coprifuoco. Le parole "zona rossa" o "lockdown" sembrano finalmente lontane ma gli esperti raccomandano prudenza.

Lo scenario rassicurante potrebbe indurre passi falsi e mantenere la guardia alta è fondamentale, almeno fino a quando non sarà raggiunta la tanto agognata "immunità di gregge". E poi? Come sarà la vita dopo lo tsunami Covid e quando arriverà realmente la parola fine? Il futuro, al momento, è ancora incerto. D'altronde l'incertezza ha dominato le nostre vite da quel marzo del 2020 che è ormai passato alla storia. E quell'incertezza ha generato malesseri, ansie, preoccupazioni, stress.

La prima ondata ci ha colto impreparati ma il sentimento comune era la speranza, la voglia di farcela.
Cantavamo con il tricolore sui balconi, appendevamo lenzuola con su scritto "Ce la faremo" e non potevamo far altro che sperare. La seconda ondata è arrivata al rientro dalle vacanze estive, eravamo forse più pronti e consapevoli ma sempre speranzosi che fosse l'ultima, la fine di un incubo. E' con l'arrivo della terza ondata che quelle speranze hanno cominciato davvero a vacillare, lasciando il posto alla disperazione, alla paura e anche alla rabbia.

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