«Avevo una vita normalissima: lavoro, amici, qualche spasimante, progetti di vita e con essi però anche parecchi finanziamenti e debiti cui fare fronte. Ma lavorando sodo ero sicura di farcela. Poi, invece, il Covid ha mandato tutto all'aria.

Il ristorante dove ero occupata come cameriera ha prima ridotto la propria attività, poi, costretto dalle restrizioni e dai ripetuti lockdown, è sprofondato nella crisi più nera. Fino alla chiusura. Ho provato disperatamente a cercare un altro impiego, anche in settori diversi, ma non c'è stato niente da fare. E così, dovendo far fronte alle scadenze di rate e bollette varie e dovendo sostenere i miei cari, con grande dolore ho messo un'inserzione su un sito a luci rosse e ho cominciato a lavorare in quello che tutti chiamano il mercato del sesso».

Marisol (il nome è di fantasia) ha solo ventidue anni.
È italo-colombiana, essendo nata nel Paese sudamericano da madre del posto e padre italiano. Quando aveva cinque anni la sua famiglia ha deciso di trasferirsi nel nostro Paese alla ricerca di condizioni di vita migliori. E così lei si considera di fatto italiana, nazione di cui è orgogliosa e della quale parla perfettamente la lingua.

In famiglia anche due ragazzi, di 17 e 19 anni. Ha un diploma di ragioniera, ma non le è mai servito a niente, meno che mai in questo periodo di crisi economica.
Alcuni giorni fa ha inviato una mail alla nostra redazione chiedendoci di poter raccontare la sua storia «perché – ha scritto presentandosi brevemente – voglio che si sappia quanti danni ha provocato questo maledetto virus. Io avevo una vita normale, ora devo vendere il mio corpo per andare avanti».

Ma perché hai scelto proprio questo "lavoro"?, le abbiamo chiesto al telefono chiamandola al numero inserito nella mail
«Perché, perché – sospira – perché mi sono trovata con il sedere per terra. Disperata. Con una montagna di roba da pagare e all'improvviso senza più lavoro. I miei genitori oggi sono disoccupati, fino allo scorso anno tiravano avanti con piccoli lavoretti, lo stesso i miei fratelli. L'unica a portare soldi in casa ero io. Ho bussato a tante altre porte ma le ho trovate tutte chiuse. E così, sfruttando la mia bellezza, ho messo quell'annuncio su un sito per uomini. Prima però mi sono spostata dal sud, dove abitiamo, in un centro industriale del Nord Italia, ho affittato un piccolo appartamento a 500 euro al mese e ho iniziato ad incassare soldi con i quali far fronte alle mie incombenze finanziarie e sostenere la mia famiglia. Insomma, da cameriera a prostituta – ironizza con la voce velata di amarezza –il passo è stato breve».

Da quanto tempo "eserciti"?
«Da ottobre scorso, quando la pandemia è riesplosa ed ha messo in ginocchio il settore della ristorazione e tutto ciò che gli girava intorno».

Come vedi il tuo futuro?
«Appena sarà possibile tornerò a casa e cercherò di riprendere il mio vero lavoro. Se la campagna vaccinazioni prosegue bene e la gente in estate si comporterà come si deve, riaprendo tutto al 100% non dovrei avere difficoltà».

Anche perché Marisol di bellezza da vendere ne ha davvero tanta. Sul sito hard ha pubblicato solo foto di spalle dove non è riconoscibile ma su WhatsApp ci ha inviato alcune immagini "normali" che lasciano con il fiato sospeso: alta, mulatta, una cascata di riccioli castani e biondi, labbra carnose, occhi neri come la notte, fisico sinuoso. Una classica bellezza sudamericana, insomma, con una bella spruzzata di italianità. «Eh sì – ci dice ridendo – me lo dicono tutti e al ristorante a volte non era facile lavorare ma con il tempo ho imparato a tenere a bada tutti».

Da quanto eri stata assunta?
«Da due anni, ne avevo sì e no 20 quando ho iniziato.
Quindi ho anche una certa esperienza e buone referenze che mi fanno ben sperare per riprendere rapidamente la mia occupazione».

Se vuoi puoi non rispondere: riesci a guadagnare bene oggi?
«Le avete viste le mie foto, no. Quindi non è difficile immaginare che gli uomini facciano la fila fuori della porta del mio appartamento. Però non vedo l'ora di finire con questa roba e tornare alla normalità. Ho sofferto tantissimo nel fare questa scelta e continuo a stare male ogni volta che squilla il cellulare o i clienti bussano alla porta ed entrano. Ma ho imparato a spersonalizzare tutto e quando sto con loro la mia testa, la mia anima, il mio spirito sono altrove. Neppure mi accorgo di quello che fanno. Per me è solo nebbia, fumo, purtroppo nauseabondo. E ogni volta faccio lunghe docce per togliermi di dosso una puzza putrida che ti entra fin dentro le ossa e che va via a fatica. Devo fare anche particolari esercizi psicologici per andare avanti. Ma per ora, spero ancora pochissimo, devo continuare a farlo. La mia famiglia ha bisogno di soldi e io stessa non potrei pagare nulla senza questa attività».

Questa esperienza da "escort" ti sta insegnando qualcosa?
«Che nella vita gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo e con loro i peggiori degli incubi. Come è capitato a me. Ma anche che, rischiando di essere banale, dopo la notte c'è sempre un'alba. Ed è quella che io sto aspettando e che, lo sento, arriverà a breve.
Ogni giorno, più volte durante la giornata, seguo i tg e i programmi dove si parla del Covid e della pandemia e faccio salti di gioia ogni volta che i dati volgono al meglio come in questo periodo. Per questo raccomando a tutti di rispettare le misure di sicurezza: più lo facciamo e più presto usciremo dal tunnel».

Un'ultima domanda a proposito di sicurezza: con i clienti come ti regoli?
«Ah – esclama – in questo sono ferrea. All'arrivo voglio mascherine, igienizzazione di mani e parti del corpo e misurazione della temperatura, poi doccia e rapporti limitati al minimo. Inoltre, quando possibile, chiedo anche il certificato di vaccinazione o i risultati dei tamponi se fatti recentemente».

Qual è il tuo sogno, una volta tornata a fare la cameriera?
«Sistemare la mia famiglia, divertirmi un po' con gli amici di sempre (che non vedo da mesi e che sanno che sono tornata in Colombia dai miei parenti) e, dulcis in fundo, aprire un ristorantino caratteristico sudamericano tutto mio».

E l'amore?
«Quello non si può programmare.
Quando arriva non bussa mica, sfonda la porta e devasta tutto. Ma è bello essere "devastati" dall'amore.
E sapesse quanti uomini arrivano in età avanzata senza averlo mai conosciuto. E per le donne è la stessa cosa».

Marisol ci saluta con una risata allegra e colorata, contagiosa e decisamente capace di mettere di buon umore chiunque la ascolti. Buona vita, le auguriamo, e riservaci un posto nel tuo futuro ristorante.