«Grecale a ottobre? Sì, ma non basta. Lo stabilimento di Cassino rischia di continuare con la cassa integrazione perché con i soli modelli di lusso non si raggiungerà la piena occupazione». Ad accendere i riflettori sul tema è stato nella giornata di ieri Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil che insieme al segretario provinciale della Fiom-Cgil Frosinone e Latina Donato Gatti, alla responsabile dell'indotto Rosa D'Emilio e il coordinatore nazionale automotive Simone Marinelli ha incontrato i lavoratori.
L'incontro segue di pochi giorni quello dell'Ugl e arriva a una settimana esatta dal presidio della FlmU-Cub. Questo a dimostrazione di come l'attenzione sia massima, fuori e dentro lo stabilimento.

Le assemblee
Le assemblee di ieri sono state molto partecipate.
Michele De Palma, senza girarci troppo intorno, è andato dritto ad affrontare quelle che sono le criticità del sito pedemontano. Sui tagli paventati dal Ceo Carlos Tavares, per via del fatto che gli stabilimenti italiani costano molto, ha precisato: «I costi industriali si tagliano aumentando i volumi o tagliando le produzioni che non rendono. Noi siamo solo per la prima soluzione». E ancora: «Oggi gli stabilimenti Stellantis d'Europa stanno lavorando, quelli che non stanno lavorando sono gli stabilimenti italiani».

L'appello
Poi un appello alle altre organizzazioni sindacali: «Qui a Cassino dice abbiamo un problema particolare. Nel senso che in altri stabilimenti italiani stiamo facendo iniziative unitarie, perché ora il problema non è più chi ha firmato e chi non ha firmato il contratto. Il problema è che qui a Cassino ci sono due linee ma la produzione della Giulietta si è fermata e non è stata sostituita con un nuovo modelli. E qui viene una domanda. Una domanda che noi faremo nell'incontro che ci sarà con i vertici aziendali a Torino tra la fine di maggio e gli inizi di giugno.

E la domanda è molto semplice: «Il Grecale, che partirà alla fine di quest'anno, satura lo stabilimento? Questo è il punto dal quale unitariamente e lo dico anche alle altre sigle sindacali dobbiamo andare a discutere con la direzione aziendale perchè non è possibile immaginare lo stabilimento di Cassino che "gira" soltanto con la coda della produzione di Stelvio e di Giulia e con il Grecale. Perchè il Grecale è una vettura che costa troppo per avere la piena occupazione dello stabilimento».

I livelli di occupazione
«Abbiamo visto passare questa fabbrica da 5.000 a 3.500 operai nel giro di pochi anni. A fronte dei pensionamenti, quante assunzioni sono state fatte? Io qui c'ero quando i ragazzi precari si presentarono la mattina ai cancelli dello stabilimento e i loro badge non funzionavano perchè i loro posti non erano stati confermati. Ora serve concretezza e unità, non più prese in giro».