Novità sul ricorso degli idonei alla graduatoria che avrebbero avuto la possibilità di essere assunti dal ministero. Il bando di concorso pubblico era legato alla copertura a tempo pieno e indeterminato di un posto nel profilo professionale di istruttore direttivo vigilanza, categoria D, posizione di accesso D1 da assegnare all'area sicurezza.

Un vincitore e una graduatoria di idonei con validità triennale. Il ministero aveva espresso la volontà di scorrere la graduatoria del Comune ma la risposta dell'Ente era stata negativa.

In mezzo anche una delibera di giunta che aveva stabilito una somma di 800 euro da devolvere all'Ente per ciascun candidato assunto per scorrimento delle graduatorie dei sei concorsi espletati a luglio scorso.
Ma soprattutto il richiamo del Comune all'art.
12 del bando stesso che stabilisce che «è facoltà del Comune concedere l'utilizzo di merito ad altri enti del comparto funzioni pubbliche locali per assunzioni a tempo indeterminato e determinato, previa sottoscrizione di apposito accordo».

I dieci "esclusi", attraverso gli avvocati Vincenzo Tornitore e Gemma Alberico, avevano presentato ricorso al Tar per chiedere l'annullamento del provvedimento n. 7564 del 19.2.2021 del Comune che negava il consenso all'accordo per utilizzo della graduatoria di concorso di Istruttore Direttivo Vigilanza Cat. D.

Ora «considerato che da un sommario esame proprio della fase cautelare il ricorso non appare sprovvisto di "fumus boni iuris", posto che l'art. 12 del bando di concorso, richiamato dal Comune di Cassino, non prevede alcun divieto esplicito di concedere l'utilizzo della graduatoria finale alle amministrazioni del comparto statale, il Tar accoglie la domanda di tutela cautelare. Fissa l'udienza del 15 dicembre per la trattazione del merito del ricorso. Condanna il Comune alle spese della fase cautelare».