Non volevano più andare a scuola. Campanello di allarme che ha portato i genitori a cercare di capire da cosa fossero intimoriti i loro figli. E così i genitori di sette alunni hanno segnalato che qualcosa alla materna non funzionava. Sono così finite a processo con l'accusa di maltrattamenti due ex docenti della scuola Simone Cola di Ferentino, una quarantaquattrenne di Frosinone e una cinquantacinquenne di origine campana.

Nell'udienza di ieri è stato ascoltato il maresciallo dei carabinieri di Ferentino sulle circostanze relative alle indagini, in particolare sulla telecamera nascosta nell'aula e sulle intercettazioni ambientali. I militari, in due periodi, a novembre 2014 e a febbraio 2015, hanno installato delle telecamere per monitorare due maestre all'epoca dei fatti, ma ora non più, in servizio nella materna Cola.

E da quelle immagini la procura di Frosinone fonda la propria accusa. La frusinate è accusata di aver spinto bruscamente i bimbi, in più occasioni, per farli sedere, con modi bruschi avrebbe sottratto zaini, merende e giochi, un'altra volta avrebbe scansato con i piedi, colpendolo, un bimbo nascosto sotto la cattedra, avrebbe vietato ai bambini di andare in bagno e avrebbe, talvolta, baciato i bimbi sulla bocca.

All'altra è contestato l'aver strattonato alcuni bimbi, anche con spinte sul torace per indurli a sedersi, nonché anche quando erano seduti. Ciò avrebbe prodotto in base all'accusa, che si è basata su una consulenza disturbi traumatici e post traumatici, disturbi nel controllo degli impulsi e difficoltà relazionali.

Per il consulente sarebbero state adottate improprie modalità educative con atteggiamenti aggressivi e inadeguati. La prossima udienza il 3 giugno. I genitori si sono affidati agli avvocati Giampiero Vellucci, Mario Cellitti ed Eliseo De Francesco.