Maltrattamenti in famiglia, dopo sei anni dai fatti contestati arriva la sentenza di primo grado. Condannato a un anno e quattro mesi di reclusione un professionista originario della Valle dei Santi ma residente nel Cassinate, finito a processo per reiterati maltrattamenti nei confronti della moglie. Anche davanti ai figli.

Accuse che T.F., ora condannato dal tribunale di Cassino, ha sempre negato. Pure in aula. Una storia durissima, quella finita in tribunale dal 2017, dopo che  la vittima aveva avuto il coraggio di denunciare.
Non senza paura. Una situazione difficile, nata come emerso nell'istruttoria per gelosia. Parole offensive, recriminazioni. Spintoni e accuse, liti feroci per un niente. Anche davanti ai figli.

Diversi gli episodi che inizialmente prima della decisione di chiudere con lui ogni rapporto e chiedere la separazione non erano stati neppure denunciati: schiaffi e insulti mai venuti alla luce per tenere la famiglia unita.
Poi, però, la situazione era cambiata. La moglie, assistita dall'avvocato Giovanni Di Murro, ha chiesto la separazione cercando di riprendersi i propri spazi.
Ma gli atteggiamenti vessatori, anche sul posto di lavoro, non erano finiti.

Nei confronti dell'uomo era scattato su disposizione del gip Lanna nel 2017 un allontanamento dai luoghi frequentati dalla donna. E sempre nel 2017 era stato deciso il suo rinvio a giudizio. Con un'istruttoria a porte chiuse: troppo delicata la situazione. Primaria la necessità di tutelare la donna. Testimonianze difficili, proprio per gli elementi portati davanti al giudice Tavolieri che mercoledì pomeriggio ha deciso per la condanna in primo grado a un anno e quattro mesi.