Nella voce di Luca Mattia non c'è solo rabbia. Affiorano anche rammarico e un senso d'insicurezza. Ha visto sfasciare il suo bel ristorante appena inaugurato con vista sulla cascata da un'orda di violenti. Ha impresse ancora le immagine di quell'inferno, con suo padre a terra in una pozza di sangue. E si è sentito lasciato solo anche se fuori dal locale erano già arrivate le forze dell'ordine. Luca Mattia è un ristoratore coraggioso e determinato. Ha giocato in contropiede con la crisi scommettendo sulla ripartenza e aprendo pochi giorni fa il suo nuovo locale: "L'Osteria del pesce" in via Cascata.

L'incredibile aggressione di martedì scorso, però, l'ha colpito al cuore. Non pensava che una cosa così fosse possibile. Non a Isola del Liri, non in pieno giorno, non sotto gli occhi dei militari intervenuti. Il suo è uno sfogo amaro: «Sono rammaricato dal fatto che le forze dell'ordine non siano riuscite a evitare una cosa del genere. È ingiusto e irrispettoso per chi lavora onestamente e paga le tasse. Purtroppo non siamo tutelati». Poi racconta ciò che ha vissuto poco dopo le 15.30 di martedì nel suo ristorante: «Sono entrate due persone, un rom che non conoscevo e un avvocato di Cassino che invece conosco. Hanno pranzato e al momento del contro il rom mi ha detto che sarebbe passato il cugino a pagare.

Io ho obiettato che non era corretto e lui ha chiamato il cugino al telefono e me lo ha passato. Quest'ultimo mi ha detto che sarebbe arrivato subito al ristorante. In effetti è arrivato poco dopo, era sulla sedia a rotelle, e appena entrato mi ha sferrato due schiaffi in faccia.
Viste le sue condizioni non ho reagito, ho solo cercato di allontanarlo per difendermi. A quel punto ho cercato di uscire fuori, dove c'erano i carabinieri, ma nel frattempo sono entrate altre dieci o quindici persone che ci hanno travolti. Con me c'era mio padre di 64 anni. Lo hanno colpito.

Hanno sfasciato tutto, anche i vetri blindati delle vetrine con un grosso martello da cantiere. I danni sono ingenti, almeno cinquemila o seimila euro. Ho parlato con il mio avvocato, vorrei esporre denuncia alla procura della Repubblica, qui non siamo tutelati. Penso che l'uomo che ha provocato tutto questo è stato liberato il mattino seguente mentre mio padre ha un trauma cranico, il setto nasale rotto e un occhio tumefatto. Non è giusto».

L'amarezza di Luca Mattia è più che comprensibile.
Ma non scoraggia la sua voglia di fare ristorazione: «Siamo scossi ma determinati ad andare avanti - assicura -. Chiediamo solo di essere tutelati da queste forme di violenza, chiediamo più accortezza e protezione».