Sabato e domenica nel Lazio "open day" con il vaccino AstraZeneca. Con ticket virtuale (sulla piattaforma dedicata) per gli over 40, cioè per tutti quelli nati prima del 1981. Saranno 21 i siti operativi tra Roma e le altre province. Spiega l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato: «Hub, modalità e orari saranno comunicati nei prossimi giorni». Per quanto riguarda la provincia di Frosinone l'open day si svolgerà sicuramente nell'hub vaccinale di Torrice, quello della Prima Sole Components: 4.000 metri quadrati, 1.000 dei quali al coperto. In quella struttura si somministrano quotidianamente 500 dosi di vaccino Pfizer al giorno: decine di desk e otto linee di fornitura. Naturalmente sia sabato che domenica continueranno ad essere somministrate le dosi Pfizer prenotate. Oltre a quelle di AstraZeneca. Molto probabilmente saranno stabilite fasce orarie diverse. Ma è anche possibile che ci siano altri punti di somministrazione per l'open day dedicato ad AstraZeneca. Si sta pensando, per esempio, a 5-6 hub vaccinali già utilizzati dai medici di famiglia. In altrettanti Comuni della nostra provincia.

Il "richiamo" Pfizer
Valeria Marino, direttore medico, di Pfizer Italia, ai microfoni di Sky Tg24 ha detto a proposito dell'allungamento a 5 settimane della seconda dose di vaccino Pfizer: «Il mio consiglio? Attenersi alle nostre indicazioni. Il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni. Dati su un più lungo range di somministrazione al momento non ne abbiamo, se non nelle osservazioni di vita reale, come è stato fatto nel Regno Unito. È una valutazione del Comitato Tecnico Scientifico, osserveremo quello che succede. Come Pfizer dico però di attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l'autorizzazione». Come è noto la Regione Lazio ha fatto sapere che «a partire da lunedì 17 maggio saranno estesi i richiami del vaccino Pfizer a 5 settimane, ossia 35 giorni».

E che «tutti gli interessati verranno avvisati in anticipo via sms». Questo perché «l'allungamento, recependo le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico e della struttura commissariale, consentirà un aumento della platea delle prime dosi del vaccino Pfizer a partire già dal mese in corso, ovvero determinando un aumento della copertura della popolazione». Si specifica nella nota: «Nessuna modifica, al momento invece, per tutti gli altri vaccini». Scrive l'unità di crisi: «A titolo esemplificativo, chi doveva fare il richiamo Pfizer il 17 maggio, lo farà sempre nello stesso luogo e alla stessa ora il 31 di maggio e così a seguire». Nel Lazio non c'è più uno slot libero fino al 31 maggio per il vaccino Pfizer-Biontech. Dall'inizio la Regione ha dato facoltà di scelta ai cittadini su quale vaccino farsi somministrare. E naturalmente Pfizer è stato il siero più scelto.

Anche per questo motivo la Regione ha deciso di allinearsi al parere del Comitato Tecnico Scientifico, che aveva suggerito di spostare il richiamo per i vaccini a rna messaggero a 42 giorni. Così si conta di recuperare circa 100.000 dosi di Pfizer. Non essendoci più slot di Pfizer Biontech per maggio, lo spostamento a 35 giorni del "richiamo" aumenta la platea delle somministrazioni delle prime dosi. La "ratio" è questa. D'altronde la Regione lo ha spiegato chiaramente: «Questa modifica consentirà un aumento della platea delle somministrazioni delle prime dosi».

Il Comitato tecnico scientifico
Nel parere il Comitato tecnico scientifico scrive: «La somministrazione della seconda dose entro i 42 giorni dalla prima non inficia l'efficacia della risposta immunitaria. La prima somministrazione di entrambi i vaccini a Rna conferisce già efficace protezione rispetto alla patologia Covid-19 grave in un'elevata percentuale di casi (maggiore dell'80%). In uno scenario in cui vi è ancora necessità nel Paese di coprire un elevato numero di soggetti a rischio di sviluppare forme gravi o addirittura fatali di Covid-19, si configurano condizioni in cui è opportuno dare priorità a strategie di sanità pubblica che consentano di coprire dal rischio il maggior numero possibile di soggetti nel minor tempo possibile». Parere chiarissimo quello del Comitato Tecnico Scientifico.

Il ruolo dei medici di famiglia
Dal 17 maggio nuove modalità di accesso per le vaccinazioni contro il Covid-19 presso gli studi dei medici di famiglia del Lazio. La novità è stata concordata l'altro ieri in un incontro tra la Regione Lazio e le delegazioni della Fimmg, la federazione dei medici di famiglia del Lazio. Delegazione composta dal segretario regionale Gianni Cirilli e dal vicesegretario nazionale Pier Luigi Bartoletti. La novità è l'inserimento dei medici di famiglia nel sistema di prenotazione del portale regionale, dove i cittadini troveranno, oltre che la prenotazione negli hub, anche l'opzione di una prenotazione dal medico di medicina generale o in farmacia. Novità anche nella distribuzione dei vaccini ai medici di famiglia.

Questa la tabella. Dal 17 maggio al 1° giugno: 2 fiale di Pfizer a settimana a medico per i soggetti fragili. Dal 17 maggio verrà aperta la possibilità per i soggetti ultraquarantenni di vaccinarsi presso il proprio medico di medicina generale con AstraZeneca o Johnson & Johnson. Diversamente si dovrà aspettare l'apertura della fascia. Dal 20 maggio verranno consegnati ai medici di famiglia 20.000 dosi settimanali di Johnson & Johnson per le fasce consentite. Rileva la Fimmg regionale in una nota: «Dal 1° giugno verranno ampliate le consegne di Pfizer e verranno consegnati quantitativi crescenti del nuovo vaccino a m-Rna di produzione tedesca Curevac. A fronte a questi impegni il direttivo regionale Fimmg ha momentaneamente sospeso, ma non revocato, lo stato di agitazione, in attesa di verificare il rispetto degli impegni assunti, diversamente riprenderà la protesta».

I numeri della profilassi
In provincia di Frosinone sono state somministrate 164.457 dosi di vaccino e 63.000 persone hanno completato il ciclo (due dosi). Nel Lazio siamo a 2.392.414 dosi somministrate e 788.000 persone che hanno terminato il percorso. Nella regione le prenotazioni sono 1.574.307, in provincia 109.748.

La nota di Zingaretti
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha scritto su facebook: «Fake news e follia. Tre vecchie foto delle mie vaccinazioni contro l'influenza sono state utilizzate per gettare fango sulla campagna di vaccinazioni. Ovviamente abbiamo segnalato le immagini a facebook e alle autorità competenti. Facciamo attenzione: c'è chi usa queste tecniche meschine per ingannare gli altri. Io il vaccino anti Covid-19 l'ho fatto con AstraZeneca, sono in attesa della seconda dose. Tutti i vaccini sono sicuri: ora avanti per riaprire alla vita e al lavoro, non al Covid».

Il parametro Rt
L'analisi dei parametri che determinano l'Rt e il cambio di colore delle regioni sarà al centro dell'incontro di oggi tra Governo e Regioni. Ha scritto l'Adnkronos: «Secondo quanto si apprende, la volontà dei presidenti è di considerare non l'indice di diffusione del contagio per l'attribuzione dei colori, come avvenuto finora, ma l'Rt ospedaliero». Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha spiegato all'Adnkronos: «Credo sia ragionevole e decisivo valutare l'utilizzo di nuovi parametri rispetto all'Rt per determinare fasce di colore e nuove aperture. Oggi siamo di fronte ad una situazione completamente diversa. Lo scenario è cambiato: sono state messe in sicurezza le categorie a rischio, e quotidianamente cresce la percentuale di cittadini immunizzati. Sarebbe un errore non riequilibrare il peso dell'Rt con l'utilizzo di altri parametri. Tra le ipotesi che si stanno valutando ci sono, per esempio, quella dell'Rt ospedaliero e quella dell'indice legato alla vaccinazione: basandoci sui numeri che stiamo ottenendo con il piano vaccinale, potremmo vincolare certe riaperture al numero di dosi somministrate e alla percentuale di immunizzazione di determinate fasce d'età, penso agli over 80, 70, 60, agli ospiti delle Rsa, ai fragili. Insomma, le fasce più vulnerabili».

La rete sanitaria Covid
In provincia di Frosinone resteranno 150 posti letto dedicati ai pazienti Covid (76 dei quali a Frosinone e 54 a Cassino, più quelli in strutture accreditate). A marzo e aprile si è arrivati a punte di 430-450 ricoverati per Coronavirus. Al Fabrizio Spaziani sono tornati operativi posti letto no Covid: 40 in Medicina e 26 in Medicina d'urgenza. Inoltre, 4 delle 16 postazioni di terapia intensiva sono tornate a disposizione di pazienti no Covid. Intanto il direttore generale della Asl Pierpaola D'Alessandro ha scritto su Linkedin a proposito dello studio Cerved sul Rapporto Italia Sostenibile: «Frosinone 95^ fra le province italiane nel settore della Salute. Purtroppo mi è stato subito visibile. Una posizione tragica, che dovrebbe far reagire tutti con uno scatto di sano orgoglio. Voglio condurre il riscatto da questa posizione, aiutare a risalire, a costo di farsi sanguinare le mani per le ruvidità delle corde. Passo dopo passo verso la cima».