È fissato per oggi in Corte di Cassazione il processo per l'omicidio di Gloria Pompili, uccisa di botte mentre era in auto insieme ai due figli. Sul banco degli imputati la zia di Gloria, Loide Del Prete e il compagno Saad Mohamed Elesh Salem, sono difesi dagli avvocati Crialesi e Marsiglia. Erano stati i legali degli imputati a impugnare le condanne a 20 anni di reclusione emesse dai giudici della Corte d'Appello di Roma che avevano lievemente diminuito la pena rispetto ai 24 anni della Corte d'Assise di Latina.

Gloria Pompili, originaria di Frosinone, era stata massacrata di botte lungo la strada che da Nettuno dove era costretta a prostituirsi, fino al capoluogo frusinate, all'altezza di Prossedi la donna era morta in una piazzola di sosta dopo che l'auto condotta da uno degli imputati si era fermata. Le indagini erano state condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina e dalla Compagnia di Terracina e coordinate dal pm Luigia Spinelli. Nelle carte del processo è finita anche la testimonianza di uno dei figli della donna che dichiarato nel corso di una testimonianza con il supporto anche di una psicologa che «Zio Salem è cattivo e ha dato in sacco di botte a mamma perchè voleva i soldi».

Dal processo che si era concluso nell'ottobre del 2019 davanti ai giudici della Corte d'Assise di Latina e anche dalle motivazioni della Corte d'Appello, era emerso un contesto drammatico. L'inerzia di tutti coloro che circondavano Gloria e di chi per un ruolo istituzionale o familiare. Tanto che anche i servizi sociali del Comune di Frosinone sono finiti sotto censura da parte dei magistrati sia in primo sia in secondo grado. Infine come è emerso anche dall'autopsia eseguita dal medico legale, la donna era stata massacrata di botte ed era stata vittima di un pestaggio bestiale.