Cassa integrazione anche oggi. Torneranno ad aprirsi solo domani i cancelli dello stabilimento Fca Cassino Plant e solo per tre giorni. Poi, venerdì, ancora cassa Covid. Tra martedì e giovedì non sono escluse nuove iniziative in fabbrica. Dopo il presidio della FlmU-Cub potrebbe essere la Fiom-Cgil a tornare ad accendere i riflettori sul tema. Il segretario provinciale Donato Gatti spiega che servono interventi a sostegno di tutto il settore automotive e poi, a proposito dei ricavi di Stellantis nel primo trimestre dell'anno, evidenzia come a Cassino nei primi tre mesi dell'anno siano stato invece miseri i ricavi degli operai a causa della continua cassa integrazione.

All'unisono con il segretario nazionale Michele De Palma, evidenzia: «Il risultato positivo in Europa - aggiungono - è trainato principalmente dal lancio dei nuovi modelli Peugeot 208 e 2008, Citroën C4 e Opel Mokka mentre per gli impianti italiani aumenta l'incertezza, sono al minimo, ma soprattutto il piano in corso vede un ritardo sul lancio dei nuovi modelli mentre è cessata la produzione di modelli come la Giulietta che garantivano volumi rilevanti.
Solo la Sevel registra un aumento dei volumi ma con una forte preoccupazione sulle prospettive future di allocazione del veicolo elettrico. Ad aggravare la situazione c'è la crisi di approvvigionamento dei semiconduttori che impatterà maggiormente nel prossimo trimestre (la cosiddetta crisi dei chip)».

Spiega De Palma: «La chiusura del piano industriale presentato da Fca nel 2018 non ha portato i risultati più volte annunciati in merito alla piena occupazione a partire dai bassi volumi della 500 Bev a Mirafiori e inoltre c'è un forte ritardo nella partenza produttiva dei modelli annunciati come il Tonale e il Grecale.
È necessaria una forte spinta verso l'elettrificazione con l'impegno dell'azienda, a partire dalla produzione di batterie nel sito di Mirafiori, a garantire gli investimenti necessari a recuperare il ritardo sui nuovi modelli che garantiscono volumi produttivi.
Inoltre la transizione verso l'elettrificazione degli stabilimenti dove vengono prodotti motori e cambi non è ancora oggetto di confronto».

Dal Governo
Intanto nei giorni scorsi a rompere il silenzio è stato anche il Governo. Il ministro dello Sviluppo Economico dopo l'interrogazione della parlamentare ciociara Enrica Segneri ha evidenziato: «Il governo intende richiamare il gruppo Stellantis in qualche modo agli impegni assunti», ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera. Giorgetti ha fatto in particolare riferimento alle condizioni poste dall'esecutivo nel prestito da 6,3 miliardi con garanzia statale ottenuto l'anno scorso da Fiat-Chrysler.
A tal proposito, ha sottolineato, «gli impegni aggiuntivi, assunti a giugno 2020, restano in vigore anche a seguito della fusione tra Fca e il gruppo automobilistico francese Psa».

Un nuovo suv
Nessuna novità emerge invece dai tavoli della politica locale: né quello dell'automotive in Regione; né la Consulta dei sindaci al Comune di Cassino. Novità, o meglio indiscrezioni, trapelano invece da settori molto vicini ad Alfa Romeo e di solito ben informati secondo cui Imparato, Ceo del Biscione, starebbe pensando a un nuovo Suv, più grande di Stelvio.
Un modello che dovrebbe essere fondamentale per fare bene in mercati importanti per il rilancio del Biscione ma non è sicuro che la sede di produzione sia Cassino, come avvenuto per Stelvio. Per ora sono indiscrezioni, la certezza è che Cassino Plant resta in apnea.