Veleni dissotterrati a Nocione: un'altra estate con i rifiuti a cielo aperto. Ancora forti le polemiche degli ambientalisti che continuano a raccogliere le istanze dei cittadini. «Non escludiamo una querela per omissioni ed attentato alla salute pubblica. I cittadini si sentono presi in giro. A luglio 2020 i residenti avevano lanciato un grido di allarme alle telecamere della Rai - ha dichiarato Grossi, presidente dell'Ansmi, Associazione della Sanità militare italiana, sezione di Frosinone - Un grido rimasto purtroppo inascoltato».

Una dura presa di posizione, nonostante le attività di carotaggio sul campo in cui insistono i veleni interrati sia oggetto - finalmente - di attività preliminari alla bonifica. Il problema, sostengono gli ambientalisti, non è "solo" quello che risulterebbe essere stato nascosto nel sottosuolo, oggetto adesso di verifiche mirate, ma anche ciò che resta in superficie. Rifiuti che, per loro stessa natura mista a terra, sono di difficile smaltimento.

Le battaglie degli ambientalisti non sono vane: recente la decisione di rinviare a giudizio un cassinate accusato di inquinamento ambientale per fatti che risalgono al 2017. I cittadini lamentavano sversamenti in una cunetta stradale di liquami neri in un Comune dell'hinterland. «L'intervento dei carabinieri forestali, sempre solerti, hanno permesso di individuare il presunto responsabile. Rinviato a giudizio nei giorni scorsi - hanno aggiunto dall'Ansmi - il dibattimento si terrà i primi giorni di settembre».