Colpi di pistola dopo il coprifuoco contro l'auto di un commerciante parcheggiata lungo viale Dante, la verità nelle immagini catturate dal sistema di videosorveglianza cittadino. Ma non si esclude anche da alcuni sistemi privati. Nessun elemento trapela dall'inchiesta condotta dal Commissariato di Cassino che sta eseguendo ogni accertamento necessario a fare chiarezza su quanto accaduto in centro venerdì in tarda serata. Dai primi riscontri, però, sembrerebbe che chi ha agito non lo ha fatto a piedi. Troppo rischioso.

Troppo alta la possibilità che una pattuglia in servizio, un cittadino affacciato al balcone o un passante potessero notare qualcosa. Dettagli che invece più difficilmente potevano essere impressi nella mente se il movimento risultava veloce. Quasi fugace. Chi ha esploso sei colpi di piccolo calibro contro la Smart di un commerciante lungo viale Dante lo ha fatto o in sella a un motorino (moto) o a bordo di un'auto. Il che, per logica, vista la plausibile traiettoria dei colpi, implicherebbe la possibilità che siano stati almeno in due: un conducente e l'autore del gesto intimidatorio. Impossibile comunque escludere al momento che si stia parlando di un unico soggetto.

Saranno le immagini di sorveglianza a chiarire tutto, a indicare come sia accaduto offrendo elementi utili a capire l'identità dell'autore (o degli autori) del gesto e la dinamica. Elementi tutti al vaglio degli agenti agli ordini del vice questore Giovanna Salerno, coordinati dal pm Bulgarini. Intanto, mentre si approfondisce la dinamica, non meno importanti appaiono le piste seguite per far luce sulle motivazioni: tutte aperte. Un debito non onorato? Una questione passionale? Una ritorsione per un torto? Ogni ipotesi è al vaglio. E l'analisi certosina dei video risulterà la chiave del caso. Oggi nuovi accertamenti. Le testimonianze raccolte e quelle che verranno acquisite: un corollario all'intera ricostruzione .