In mattinata è previsto il confronto con il prefetto annunciato sabato dal sindaco Enzo Salera per fare il punto, dopo l'episodio registrato nella tarda serata di venerdì. E capire se sia il caso di convocare un tavolo sulla sicurezza. Quei sei colpi esplosi contro l'auto di un commerciante hanno riportato alla mente la concitazione del 2015. Con un'altra auto crivellata da sei proiettili, dopo l'esplosione di alcuni colpi alla stazione, fino a risalire al movente di quell'atto intimidatorio: la guerra, anche armata, per la gestione delle piazze di spaccio.

Una indagine poi confluita nella maxi inchiesta dell'Arma "La Storia Infinita". Quella era la prima volta che Cassino, dopo forse molti anni, non era costretta a fare i conti con l'uso delle armi in strada. Una vicenda di certo disgiunta dall'episodio di venerdì. Ma, al di là di cosa racconteranno le indagini della polizia, torna l'esigenza di fare squadra. E di riflettere. Solo una settimana prima la rissa tra giovanissimi davanti alla chiesa di Sant'Antonio con bottiglie rotte e una pistola che era sì una scacciacani. Ma questo è stato accertato dopo e per fortuna non sono stati registrati feriti gravi.

Poi la domenica successive (2 maggio) un'altra lite in piazza Labriola per futili motivi, con un fuggi fuggi all'arrivo delle forze dell'ordine. Non molto diversa da quella registrata sabato, sempre in piazza. Una ragazza spintona un coetaneo che non reagisce. Al suo posto interviene la zia del ragazzo: così iniziano a volare parole grosse e la tensione aumenta. Per fortuna l'arrivo repentino dei militari del capitano Scolaro ha evitato che la lite potesse degenerare. Sono stati sempre i carabinieri, poche ore dopo, a intervenire in piazza Green: due minorenni, probabilmente sopraffatti dall'alcol, avevano preso a distruggere gli specchietti delle auto. Al secondo, però, sono stati beccati. E identificati.