Da infermiere nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Spaziani di Frosinone a concessionario di auto. È la particolare storia di Francesco. Classe ‘75, originario di Ceccano, Francesco Appetecchia per oltre 20 anni ha lavorato come infermiere. Dal Sant'Andrea di Roma al Policlinico Torvegata, passando per il San Benedetto di Alatri, fino all'arrivo, due anni fa, allo Spaziani. Pochi mesi dopo il suo trasferimento nell'ospedale del capoluogo, esplode la pandemia. E' il caos. Il due marzo del 2020 arriva la notizia del primo contagio in provincia di Frosinone.

«La notte tra l'8 e il 9 marzo del 2020 non la dimenticherò mai – racconta Francesco – Il primo paziente Covid arrivò in reparto. Eravamo tutti preoccupati, ci trovavamo a combattere un nemico ancora sconosciuto. E con poche armi per farlo». Ma Francesco e i suoi colleghi si rimboccano le maniche. Combattono. Passano ore ed ore asfissiati dal peso dei DPI. Le mascherine, gli occhiali, le tute. Lì sotto manca l'aria ma è l'unico modo che hanno per proteggersi. L'unico equipaggiamento per chi è in prima linea contro il nemico comune. «È stato un peso psicologico importante. Ricordo i volti dei colleghi stravolti. Ho visto troppe persone stare male. Eppure – spiega Francesco – ho lavorato per anni nei reparti di rianimazione. Ma quello che ho visto nei mesi alle prese con la pandemia non lo avrei mai potuto immaginare>.

Nel marzo del 2020 medici e infermieri diventano gli eroi nazionali. Celebrati in tutto il Paese, ringraziati dagli italiani pubblicamente e con piccoli grandi gesti silenziosi. Nel pieno dell'emergenza, si apre il vaso di Pandora: il peso dei tagli selvaggi alla sanità operati negli ultimi anni si fa sentire con prepotenza. Pochi mezzi, pochi reparti, poche strutture, poco personale per far fronte a quella che, l'11 marzo 2020, viene dichiarata pandemia. Francesco continua a seguire la sua vocazione, quella di aiutare i pazienti che ne hanno bisogno. Ma nel corso di quei mesi qualcosa in lui cambia: «Non posso e non potevo accettare di vedere colleghi rischiare la vita, lavorare senza sosta con turni massacranti per un compenso poco adeguato.

Trovo inconcepibile che il sacrificio di quelli che hanno lottato e continuano a lottare per salvare vite, valga così poco». In quella sua presa di coscienza di qualcosa che non riesce più a sopportare, per Francesco arriva quella che considera "una svolta". Un suo amico gli propone di aprire insieme una concessionaria di auto. È al bivio: prendere o lasciare. Ci pensa un po' su. Poi accetta la sfida. All'inizio del 2021 chiede l'aspettativa e inizia la sua nuova avventura. Pochi giorni fa ha aperto la sua attività, Auto App, a Castro dei Volsci. «Sin da quando ero bambino ho avuto la passione per i motori, da ragazzo aiutavo degli amici a vendere auto, mi piaceva.

Poi la scelta di diventare infermiere mi ha portato su un'altra strada. Oggi il mio cuore è ancora al fianco dei miei colleghi. È tra i medici, gli infermieri e gli operatori del mio reparto di Rianimazione dello Spaziani. Vorrei che non si spegnessero i riflettori su quello che hanno fatto e che continuano a fare. Non vorrei mai che divenissero degli eroi dimenticati». La vita è così, cambia spesso direzione. Sta a noi scegliere se assecondarla o cambiare rotta. E Francesco ha deciso di sterzare, di salire su una delle sue amate quattro ruote e cambiare strada. Oggi, ha scelto la "vocazione" per i motori.