Saranno i santi patroni Ormisda e Silverio a tenere a battesimo la nuova sede comunale del capoluogo. L'apertura di palazzo Munari, infatti, è prevista, contrattempi permettendo, per il 20 giugno, una data simbolica e significativa per tutti i frusinati.
Da quando, alla fine di febbraio, il Comune è entrato in possesso del prestigioso immobile da destinare a propria sede di rappresentanza e operativa, è partita subito la macchina per la realizzazione di quegli interventi necessari per adattare il palazzo alle esigenze dell'ente.

In queste settimane sono state realizzate le tramezzature negli ambienti che affacciano dalla parte di via Cavour, sono state sostituite le porte ed è stato adeguato l'impianto elettrico. In più sono state realizzate la console del Ced, altre opere di edilizia leggera e soprattutto sono state smontate le vecchie casse che si trovavano al piano terra per liberare lo spazio in cui sarà realizzata l'aula consiliare, tanto che nei prossimi giorni si comincerà a lavorare per l'allestimento della sala del Consiglio. Resta da ritoccare l'impianto antincendio, da efficientare l'edificio dal punto di vista energetico per risparmiare cifre consistenti in bolletta e da realizzare il collegamento in fibra ottica tra la centrale Ced di piazza VI dicembre e quella di palazzo Munari. Per quest'ultimo intervento occorrono tra i venti e i trenta giorni.

Nel nuovo palazzo comunale sarà allestita al pian terreno anche la pinacoteca. I quadri saranno a tema: panorami, luoghi simbolici e tipici, personaggi e fatti storici della città e in questi giorni si sta provvedendo ad acquisire le opere. Nei caveau di palazzo Munari, con tutti gli accorgimenti necessari in ordine alla sicurezza e alla conservazione, e dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni, sarà ospitata la sezione romana del museo archeologico comunale quasi a voler simboleggiare un continuum spazio-temporale tra il palazzo comunale e la storia della città.

La sezione sarà fruibile e visitabile da parte della cittadinanza secondo modalità che saranno successivamente rese note. Tra i reperti che troveranno posto a palazzo Munari c'è da considerare anche la protome bovina che attualmente si trova nel parco delle colline e che non si può ospitare all'interno del museo, perché l'eccessivo peso non potrebbe essere sostenuto dagli attuali solai.

Sempre nella zona dei caveau, sarà allestito anche l'archivio storico del Comune e raccoglierà tutti i documenti più antichi riguardanti la città, compresa una copia degli antichi statuti di Frosinone, risalenti al 1620, e conservati nell'Archivio di Stato di Roma. Di tutto si sta occupando il direttore del museo, Maria Teresa Onorati, che ha già effettuato diversi accessi nella struttura per studiare le migliori soluzioni possibili per l'organizzazione degli spazi e ha redatto le relative planimetrie.

Con un minimo investimento si abbellirà anche la terrazza panoramica per renderla fruibile da parte dei cittadini per farne un punto di osservazione invidiabile delle bellezze naturali del circondario della collina di Frosinone.

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