Quella delle criticità ei cimiteri di Cassino sembra una storia senza fine. Non appena arriva una qualche buona notizia in merito a nuovi loculi, ai lavori che procedono, ecco che si torna con i piedi per terra e i cittadini alzano i toni. Ancora furti al camposanto sia in quello centrale di San Bartolomeo, che in quelli delle frazioni di Caira e Sant'Angelo.

E i familiari dei defunti sono amareggiati e infuriati, solo alcuni giorni fa una cassinate si è sfogata sui social: «Volevo solo "ringraziare" i signori che hanno trovato così bello il piccolo (veramente piccolo) vaso di orchidee che era al cimitero dalla mia mamma, sono sicura che lo che lo hanno prelevato come "campione" così da poterne comperare una identica per loro e magari riportarmi la mia. Fare la visita ai nostri cari e trovarli spogliati dei loro fiori non è una bello, anche perchè chi avrebbe il coraggio poi di "donare" quei fiori?».

Una storia come tante, per molti altri il problema continua ad essere il guano dei piccioni, alcuni hanno addirittura rivestito le lapidi con plastica trasparente per evitare che gli escrementi dei piccioni possano finire sulle foto dei loro cari. Una situazione indegna. «Non basta fare una pulita ogni tanto critica una cittadina capisco le difficoltà nel mantenere un servizio costante, ma così dovrebbe essere. Noi le tasse le paghiamo, sempre. E se non lo facciamo arrivano multe o cartelle esattoriali».

Statue votive rubate, fiori di stoffa che spariscono e lettere di ottone staccate: alcuni chiedono addirittura la videosorveglianza. Un'altra grande pecca è legata alle luci votive, rotte, spente o portate via. Insomma, sembra che per i morti di Cassino non ci sia mai pace e per i familiari il dolore non abbia fine.

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