Acque rosse, chiesti i documenti relativi al nullaosta, alle autorizzazioni e soprattutto alla caratterizzazione dei fanghi rimossi. A presentare istanza è il commissario dei Gre (Gruppo di Ricerca Ecologica) Salvatore Avella. In relazione al progetto che vedrebbe la realizzazione di un parco su un terreno privato, i Gre vogliono verificare non solo il rispetto dei piani paesaggistici, ma anche se i fanghi rimossi siano stati sottoposti a caratterizzazione, così come dove siano stati smaltiti atteso che tutti i lavori si stiano svolgendo a meno di 150 metri dal fiume Rapido.

«Dagli scavi effettuati precedentemente ai lavori della realizzazione del parco privato è venuta alla luce nei fossi acqua inquinata di colore rosso, presumibilmente da metalli pesanti e da rifiuti sanitari» prosegue il commissario Avella. A rincarare la dose, poi, l'Ansmi Associazione della Sanità militare italiana, sezione di Cassino che ha invece lanciato un appello al sindaco di Sant'Elia affinché emani al più presto un'ordinanza ad hoc per vietare pascolo ed emungimento delle acque nonché per sospendere i lavori nell'area caratterizzata da acque e fanghi rossi in attesa che venga fatta chiarezza.