Di nuovo riflettori accesi sul tema della sicurezza in fabbrica. «Continua la scia di incidenti mortali spesso determinati dalle condizioni di lavoro. Oggi non ci possono essere più scuse. Serve un confronto sulla formazione e sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È necessaria quindi un'iniziativa del Governo per aumentare la prevenzione e i controlli con i servizi ispettivi ormai sempre più in carenza anche di personale. L'ennesima morte tragica non può essere considerata una fatalità, oltre mille i morti nel 2020, bilancio indegno per un Paese civile».

A parlare è Pierluigi De Filippis, responsabile salute e sicurezza della Fiom-Cgil dello stabilimento Fca Cassino Plant, che interviene sui recenti fatti di cronaca delle morti sul lavoro dei giorni scorsi, e poi accende anche i riflettori su Stellantis. «Nei giorni scorsi - dice - prima volta nella storia sulla linee di Giulia e Stelvio, abbiamo proclamato uno sciopero di mezz'ora per rivendicare una maggiore sicurezza. Quel giorno, il 28 aprile ironia della sorte la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita dall'Organizzazione internazionale del lavoro sono cadute due scocche sulla catena di montaggio: una all'interno del varco, l'altra sulla linea dove ci sono i lavoratori. Solo la fortuna ha evitato un infortunio, o qualcosa di peggio.

Circa il 50% degli operai ha aderito a quello sciopero: oggi i carichi di lavoro sono molto pesanti nello stabilimento perchè si lavora agli stessi ritmi di prima ma con meno lavoratori in quanto in regime di rotazione e su un solo turno: dall'inizio del 2021, tra cassa Covid e ammortizzatori vari, ci sono alcuni lavoratori che ancora non sono tornati a lavoro; altri solo per pochi giorni».

Quindi De Filippis spiega: «La salute e sicurezza sul luogo di lavoro è un requisito e un diritto imprescindibile e deve essere il pilastro portante del lavoro in tutto il Paese! C'è bisogno di una riflessione generale sulle condizioni di lavoro, sui tempi di lavoro e su una crisi generale che è stata strumentalizzata dalle aziende e da una parte della politica per ridurre i diritti e la sicurezza di donne e uomini che tutti i giorni rischiano la vita per sopravvivere lavorando!».

I tagli all'indotto
A preoccupare sono anche i tagli in arrivo nell'indotto per la ristrutturazione. Per questo motivo dalle ore 12 alle ore 14 presso l'ingresso 2 dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, gli attivisti della Flmu-Cub di Cassino terranno un presidio-volantinaggio per denunciare la grave situazione occupazionale degli operai dell'indotto e delle società dei servizi che lavorano per conto della Fca.

«Oggi - si legge nella nota diffusa dal sindacato  -tocca ai lavoratori della Iscot Italia, Service Key, De Vizia, Logitech, Teknoservice e degli addetti alla mensa (Break & Lunch), nonché di tutto l'indotto, pagare in prima persona i "costi" di questa ristrutturazione. Se i primi licenziamenti delle prossime settimane passeranno senza alcuna forma di resistenza e mobilitazione dell'intera classe operaia, tra qualche mesi sottolineano i Cub saremo costretti a rincorrere ristrutturazioni e licenziamenti ben più cruenti di quelli già preannunciati».