La correttezza prima di tutto. E la trasparenza. Su questo non ci piove. Ma è giustizia quella di un concorso che impone duri sacrifici per affrontare le prove e poi, una volta superate, azzera tutto per tutti?Un colpo di falce sui sospetti di irregolarità, ma anche sulle legittime aspettative di chi quel posto di lavoro l'avrebbe conquistato con le proprie forze, senza raccomandazioni o favoritismi.

Per questo i 266 candidati che hanno superato prima la prova scritta e poi quella orale del concorso per settanta posti da assistente amministrativo (categoria C) bandito dalle Asl di Latina, Frosinone, Viterbo e Roma 3 e svolto nel capoluogo pontino tra dicembre e febbraio non ci stanno.

Per loro la decisione della direttrice generale dell'azienda sanitaria di Latina, Silvia Cavalli, di annullare tutto dopo il sospetto di irregolarità suona come un'inaccettabile ingiustizia, una frustrante mazzata alle loro aspettative, ai loro progetti di vita, al loro futuro.

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