Mattinata movimentata ieri in tribunale a Frosinone.
Succede tutto in pochi minuti, a metà mattinata, nell'aula di uno dei giudici di pace civile. Quando è il momento di trattare la nuova casa, fino a quel momento ne erano state affrontate sette, l'avvocatessa di turno protesta perché il giudice non indossa la mascherina. Ne nasce una discussione che rischia di bloccare l'intera udienza.

Alla professionista si accodano altri avvocati: chiedono al giudice di pace che indossi la mascherina e apra le finestre per arieggiare l'aula. Il giudice, che in passato aveva annullato una delle multe fatte durante il lockdown, sostiene che il protocollo in essere non impone l'obbligo di indossare la mascherina, che la distanza è rispettata e che la protezione è garantita dal plexiglas. Ma gli avvocati insistono minacciando di bloccare il proseguo dell'udienza. Intervengono anche i carabinieri e viene avvertito il presidente del tribunale Paolo Sordi il quale delega a intervenire il presidente della sezione penale il giudice Francesco Mancini.

Ed è quest'ultimo, dopo aver parlato con il giudice di pace, a convincerlo a indossare la mascherina durante l'udienza e a tenere aperta la finestra per la soddisfazione dei legali in attesa del proprio turno di trattazione dell'udienza. Il presidente dell'Aiga, l'avvocato Angelo Retrosi commenta così l'episodio: «I colleghi hanno chiesto al giudice di tenere la mascherina e la porta aperta. Abbiamo così interpellato il presidente del tribunale e il giudice Mancini ha dato l'interpretazione corretta sull'uso deidispositivi diprotezione». E così l'udienza è proseguita regolarmente.

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