Autovelox sulla Cassino-Formia, in territorio di Esperia. Nel 2016 erano stati rinviati a giudizio l'ex giunta Moretti, con il primo cittadino Villani allora nei panni di vice, l'ex comandante dei vigili urbani e il legale rappresentante della ditta di rilevazione della velocità. Ieri, dopo ben otto anni dall'imputazione, sono stati tutti assolti.

Dopo San Giorgio a Liri, Atina, Ausonia e Pignataro a finire sotto la lente della magistratura era stata anche Esperia. L'ipotesi avanzata nei confronti dell'ex giunta, dell'ex comandante dei vigili urbani e del legale rappresentante della ditta dei dispositivi utilizzati (con i dovuti distinguo per posizioni e contestazioni) un'associazione a delinquere per abuso d'ufficio. E il giudice per le udienze preliminari, vista la complessità del caso, aveva rinviato tutti a giudizio. Così il processo nel 2016 si era aperto nei confronti dell'ex sindaco Moretti, dell'attuale sindaco (allora vice) Giuseppe Villani, di Antonio Palombo, Giampiero Colella, Clino Varone, Piero Boris, Cristina Rotondo e dell'ex comandante dei vigili, Andrea Ferrara. Per la magistratura tra presunte violazioni nell'affidamento del servizio e illegittimità dei rilievi delle infrazioni stradali, la questione doveva essere affrontata in dibattimento.

Proprio in questa sede, il pool delle difese ha chiarito ogni cosa, con gli avvocati Ermete Grossi (per l'ex vigile), Ivan Caserta, Gemma Fargnoli, Giuseppe Stellato ed Elio Sambucci a ribattere - carte alla mano - alle accuse legate alle modalità dell'esercizio della funzione di rilevamento della velocità nel tratto di Esperia, sia al conferimento d'incarico tra il 2013 e il 2014. Dopo otto anni di processo in cui sono stati evidenziati l'assenza di interessi perseguiti fuori dall'orizzonte indicato dalla normativa in materia e la mancanza di alcun vantaggio, anche il pm De Franco ieri ha chiesto l'assoluzione. Assoluzione piena per tutti, perché il fatto non sussiste, come deciso dal collegio.

«Grande la soddisfazione perché le accuse erano inesistenti e abbiamo dimostrato la verità. Occorre avere sempre fiducia nella giustizia - ha affermato il sindaco Villani, subito dopo la sentenza - Allora avevamo installato l'autovelox nel tratto in cui in pochi anni si erano registrate decine e decine di incidenti, alcuni mortali. Era un periodo di prova, non incassammo nulla ma finimmo al centro dell'inchiesta. Abbiamo dimostrato il nostro comportamento corretto, posto in essere solo per la tutela degli automobilisti».