Calano le vendite e aumenta la cassa integrazione.
Questa la triste fotografia che emerge al termine del primo giorno lavorativo del mese. Un primo Maggio con poco da festeggiare, per quel che riguarda il settore automotive e quindi per gli operai dello stabilimento Fca Cassino Plant e delle fabbriche dell'indotto di Stellantis.

La cassa integrazione
A 48 ore dalla Festa del Lavoro è, infatti, giunta la notizia che a maggio, di lavoro ce ne sarà sempre meno. Ben 6 i giorni di cassa integrazione annunciati ieri, su un totale di 21 lavorativi: praticamente, quasi un terzo. Nello specifico la cassa integrazione è prevista per i giorni: 7, 10, 17, 24, 28 e 31 maggio; il fermo riguarda tutto lo stabilimento, eccetto i "comandati" a lavoro.

Le immatricolazioni
Poi, ieri pomeriggio, sono giunti i dati relativi alle immatricolazioni di auto nel mese di aprile: in Italia hanno raggiunto quota 145.033, un dato non confrontabile con le 4.300 unità di aprile 2020 (+3.276%), mese di lockdown e blocco delle attività produttive, ma che se messo a confronto con lo stesso periodo del 2019 rivela una contrazione dei volumi del 17,1%. Situazione analoga emerge sul quadrimestre, con un calo del 16,9% su febbraio-aprile del 2020.
«Si tratta come sottolinea il Centro Studi Promotor di cali che non riflettono appieno l'effettiva situazione del mercato che in realtà è ancora più negativa, visto che due anni fa nel periodo considerato non erano in vigore incentivi per le autovetture a trazione tradizionale con emissioni di CO2 da 61 a 135 gr/km mentre dal 1° gennaio scorso la partita degli Ecobonus ha previsto 250 milioni su questa categoria di autoveicoli». 

Stellantis ha immatricolato in Italia nel mese di aprile 58.404 auto, con un balzo del 2.077,6% rispetto a un anno fa, mese di lockdown, con una quota del 40,3%. Nei quattro mesi le auto vendute dal gruppo sono 238.398 (+63,6%). Anche in questo caso la quota è del 40,3. Ma anche in questo caso il paragone con il 2019 segna una contrazione delle vendite. Una situazione preoccupante, soprattutto a Cassino, dove si producono le auto del segmento premium.

Allarme indotto
La situazione economica e l'imminente sblocco dei licenziamenti preoccupano i sindacati. Un allarme che si va ad incastonare con una situazione già drammatica per le aziende del settore dell'automotive che non riescono a uscire dal tunnel della sofferenza produttiva.
Per questo motivo il sindacato di base FlmU-cub ha organizzato per giovedì 6 maggio dalle 12 alle 14 presso l'ingresso 2 dello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano, un presidio-volantinaggio per denunciare la grave situazione occupazionale degli operai dell'indotto e delle società dei servizi che lavorano per conto della Fca.

Spiegano gli attivisti: «Le prossime settimane saranno decisive per la tenuta dei livelli occupazionali dell'area industriale del cassinate. Oltre allo sblocco dei licenziamenti collettivi, previsto per il prossimo 30 giugno, ci sarà da fare i conti con centinaia di esuberi e licenziamenti nell'indotto della Fca di Cassino».