Meno casi e più vaccini. Il trend della pandemia in provincia di Frosinone è questo. Con l'Azienda Sanitaria Locale che mantiene altissima la concentrazione. Nella consapevolezza che i dati migliorano, ma che abbassare la guardia non si può. «Con il virus non si tratta», ripete la manager Pierpaola D'Alessandro.

La situazione
Ieri 20 nuovi casi su 564 tamponi effettuati. E 69 negativizzati. Un tasso di positività del 3,54%. Si registrano però altri 2 decessi: un uomo di 76 anni di Sant'Elia Fiumerapido e un uomo di 92 anni di Ferentino. Questa la situazione: 4 contagi a Fiuggi, 3 ad Amaseno, 3 a Frosinone, 2 a Ceccano. Quindi 1 nuovo caso in ognuno di questi Comuni: Alatri, Anagni, Ferentino, Filettino, Guarcino, Serrone, Sora, Villa Santo Stefano.

Il trend
Siamo nella settimana numero sessantadue dall'inizio della pandemia. In provincia di Frosinone il primo caso è stato registrato il due marzo 2020. Da allora sono trascorsi 428 giorni. La settimana è iniziata con i 20 contagi del 3 maggio. Questo l'andamento della precedente, la numero sessantuno: il ventisei aprile 29 casi, il ventisette 76, il ventotto 88, il ventinove 84, il trenta 68, il primo maggio 56, il due 10. Per un totale di 411 nuovi casi e una media di 58,71 ogni ventiquattro ore. Un crollo verticale quindi della curva dei contagi.
Questo l'andamento completo delle medie giornaliere dei contagi nelle ultime settimane: 192,57 nella cinquantaduesima, 226,71 nella cinquantatreesima, 247,7 nella cinquantaquattresima, 191,71 nella cinquantacinquesima, 149,29 nella cinquantaseiesima, 125,85 nella cinquantasettesima, 96,42nella cinquantottesima, 74,85 nella cinquantanovesima, 74,28 nella sessantesima, 58,71 nella sessantunesima. Ad aprile 2.612 casi, per una media di 87,06 ogni ventiquattro ore. Queste le medie mensili dei contagi: 13,8 casi al giorno a marzo 2020, 7,63 ad aprile, 0,83 a maggio, 0,46 a giugno, 0,35 a luglio, 5,16 ad agosto, 7,43 a settembre, 113,8 a ottobre, quando i nuovi casi sono stati 3.528. Poi il boom a novembre, con 6.588 contagiati. Per una media di 219,66 ogni ventiquattro ore. A dicembre 3.468 contagi, per una media giornaliera di 111,87. A gennaio i contagi in totale sono stati 3.144, per una media di 101,42. A febbraio 3.526 nuovi casi, per una media giornaliera di 125,92. A marzo 2021 i contagi sono stati 6.063, per una media quotidiana di 195,58. Ad aprile 2.612 casi. Per una media di 87,06. Per quanto riguarda il mese di maggio, in tre giorni 86 nuovi casi. Per una media di 28,8 ogni ventiquattro ore. Sempre ad aprile 2021 i decessi sono stati 103. Questo l'andamento completo: 25 decessi a marzo 2020, 23 ad aprile, 2 a maggio, 8 a giugno, poi 0 sia a lugliochead agosto,1asettembre, 9 ad ottobre.
Quindi l'impennata: 100 a novembre, 98 a dicembre, 73 a gennaio 2021, 73 a febbraio, 100 a marzo, 103 ad aprile. Che è diventato quindi il mese con il più alto numero di vittime positive a Sars-Cov-2. A maggio 9 vittime in tre giorni. Una media giornaliera di 3. La curva dei decessi fatica a piegarsi.

Il motivo è da ricercare nel fatto che la scia dei decessi segue quella del picco dei contagi di fine febbraio, marzo e aprile. Un picco alimentato dalle varianti. E con le zone rosse: prima a Torrice, quindi a Monte San Giovanni Campano. E infine tutta la provincia di Frosinone, che in precedenza era stata arancione. E la Ciociaria è tornata zona gialla dopo un periodo lunghissimo: 56 giorni. In questo momento il dato maggiormente positivo viene dal crollo dell'incidenza settimanale di nuovi casi ogni 100.000 abitanti. La cifra è pari a 84,27. Lontanissima dalla soglia di 250, al di sopra della quale scatta la zona rossa. Tanto per avere un termine di paragone, nella settimana del picco (2-8 novembre), l'incidenza era stata di 428,51. Nel periodo 26 febbraio-4 marzo la Asl di Frosinone aveva rilevato 1.330 nuovi casi positivi. Per un tasso di incidenza settimanale pari a 299 casi per 100.000 abitanti. Dal 27 febbraio al 5 marzo i casi erano stati 1.493, con un'incidenza di 312,99 ogni 100.000 abitanti, dal 6 al 12 marzo erano saliti a 1.738 e incidenza a 364,36.
Dal13 al19 marzoi casisono stati 1.500, con un'incidenza di 314,46. Scende anche Rt, l'indice di trasmissibilità del virus. Così come si è allentata la pressione sulla rete ospedaliera e sanitaria dell'intera provincia.

I diversi indici
In Ciociaria i decessi per Covid-19 sono stati finora 634. E i contagi 31.130. I residenti nei 91 Comuni ciociari sono 489.083. Il tasso di mortalità misura il rapporto tra i morti per la pandemia e il numero degli abitanti. Significa che c'è stato un decesso per Coronavirus ogni 771,42 abitanti. L'attuale indice di mortalità è 0,12%. Dividendo invece il numero degli abitanti per quello dei contagiati, emerge che in Ciociaria ha contratto il virus una persona ogni 15,71 residenti. La percentuale è 6,36%. C'è poi l'indice di letalità, cioè il rapporto tra persone finora contagiate e decessi. La percentuale è del 2,03%. Vuol dire che si è registrato un decesso ogni 49,10 persone contagiate.

Il fronte dei vaccini
In provincia di Frosinone sono state somministrate più di 141.202 dosi di vaccino. E le persone che hanno completato il percorso della profilassi (due dosi) sono oltre 46.000. Il 9,4% della popolazione. Per quanto riguarda il Lazio, le dosi somministrate sono state 2.032.000. Superata quindi l'importante soglia dei 2 milioni. Nella giornata di ieri 36.570. In 656.551 hanno ultimato il percorso. Sul versante delle prenotazioni, sono 101.050 in Ciociaria. E 1.431.099 nel Lazio.
L'Azienda Sanitaria Locale fa sapere che «l'accesso alle sedi vaccinali della Asl di Frosinone avviene esclusivamente attraverso la prenotazione sul portale: https://prenotavaccino-covid.re gione.lazio.it». Aggiungendo: «Non è consentito alcun accesso diretto alle strutture vaccinali né alternative al meccanismo di prenotazione ufficiale. Si invitano tutti i cittadini ad utilizzare il meccanismo ufficiale evitando di sovraccaricare con telefonate i centri vaccinali».
Rileva l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato: «Alle ore 12 abbiamo superato il tetto delle 2 milioni di somministrazioni di vaccini, nel Lazio una persona su tre ha già ricevuto almeno una dose di vaccino. Voglio ringraziare tutti i nostri operatori che stanno portando avanti con impegno e dedizione la campagna vaccinale. Da questa sera alla mezzanotte (ndr: ieri per chi legge) è inoltre attiva la prenotazione online sul portale SaluteLazio per la fascia di età 57 e 56 anni (ovvero i nati nel 1964 e 1965), il Lazio corre».

Nessuna variante indiana
In una nota congiunta l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e la Regione Lazio hanno scritto: «Al momento nessuna infezione riconducibile alla variante "indiana" è stata identificata nella comunità indiana presente nella provincia di Latina. L'evolversi della situazione è sottoposta ad attenta sorveglianza, grazie anche al grande impegno delle Uscar. Delle 23 positività al test molecolare riscontrate fra passeggeri e membri dell'equipaggio del volo AI 1123 proveniente dall'India, atterrato a Fiumicino il 28 aprile una sola presenta tutte le mutazioni tecniche della variante "indiana" B.1.617, compresa quella nella proteina Spike in posizione 484, oggetto di attenzione. Altre 12 sono riconducibili a ceppi indiani mancanti di questa specifica mutazione. Si ribadisce che allo stato attuale non vi è dimostrazione di aumentata contagiosità e patogenicità delle varianti "indiane". Per quanto attiene alle varianti in generale, si ribadisce che è importante monitorarle e studiarle per adeguare le misure di prevenzione e contenimento, ma è prevedibile che nuove varianti sicuramente continueranno ad emergere e a diffondersi, come è nella natura dei virus. L'importante è non dimenticare che la lotta è al virus, non alle varianti».

Il bollettino
In Italia ieri 5.948 nuovi casi di Coronavirus. Per un totale di 4.050.708 persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2. I decessi sono stati 256, per un totale di 121.433 vittime da febbraio 2020. Nel Lazio 661 casi positivi su un totale di oltre 17.000 tamponi. I decessi sono stati 22. Dice D'Amato: «Diminuiscono i casi, mentre aumentano i decessi, i ricoveri e le terapie intensive».

Le terapie monoclonali
Sulla pagina facebook della Asl di Frosinone c'è un capitolo dedicato alla terapia con gli anticorpi monoclonali. Open ha seguito alcuni pazienti che all'ospedale di Frosinone sono curati con questa terapia. E si legge nel resoconto: «Dei 30 pazienti finora curati, 22 si sono negativizzati precocemente, gli altri aspettano il risultato del tampone» racconta la dottoressa Rosalba Cipriani, responsabile della somministrazione di monoclonali insieme a una équipe medica e infermieristica forgiata da mesi di lotta al Covid. «È bene tenere sempre a mente che la medicina non è infallibile e che nessuna terapia è efficace nel 100% dei casi, ma questa dei monoclonali è una frontiera di cui vale la pena mettersi al servizio».