La rabbia degli esclusi. Ma anche quella degli idonei che, pur senza un "santo in paradiso", si sono conquistati con impegno e sudore l'iscrizione in graduatoria. Il concorso per settanta posti di assistente amministrativo categoria C bandito e poi annullato dalla Asl di Latina sempre più nell'occhio del ciclone. La decisione della direttrice generale dell'Azienda sanitaria pontina Silvia Cavalli di azzerare tutto dopo il sospetto di irregolarità nella selezione fa travasare la bile a molti concorrenti pontini, ciociari e delle altre province laziali risultati idonei dopo aver effettuato tutte le prove del concorso. I quali si ritengono ingiustamente danneggiati. Perciò annunciano una pioggia di ricorsi contro l'annullamento delle prove.

Ieri 91 dei 266 concorrenti che hanno superato la selezione, espletata tra dicembre 2020 e il febbraio scorso, hanno sottoscritto una lettera al ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta e, per conoscenza, alla stessa Cavalli. "Le prove (scritta, pratica e orale) sono state espletate in piena emergenza epidemiologica, con assunzione da parte di ciascuno di noi del rischio di esporsi al contagio Sars Cov 2 - si legge nella missiva - Tutti noi abbiamo superato le prove, con regolare votazione pubblicata sul sito aziendale della Asl di Latina. Il 17 febbraio 2021 sul sito veniva pubblicato un ulteriore avviso con il quale la Asl comunicava di dover espletare la prova orale per i candidati risultati positivi al Sars Cov 2, non avendolo i medesimi potuto sostenere nelle precedenti date.

Da quell'avviso, la Asl di Latina non ha comunicato alcunché e i ripetuti tentativi da parte di tutti noi di chiedere informazioni avevano pochi riscontri, tutti nella medesima direzione, ovvero che l'ente attendeva di fissare la data per la prova orale dei candidati positivi. Nelle more, abbiamo proceduto a chiedere delucidazioni dalla Direzione generale della Asl via pec il 14 aprile 2021. Sempre nelle more, abbiamo acquisito che alcuni candidati che non avevano superato le prove, avevano presentato ricorsi al Tar, a quanto ci risulta, non accolti. Tale comunicazione non ha avuto riscontro alcuno, se non indiretto attraverso la deliberazione del 29 aprile 2021 con la quale veniva disposta la revoca della procedura concorsuale e la richiesta di riedizione della procedura concorsuale alla Regione Lazio".

I firmatari della lettera a Brunetta parlano di "grande prostrazione, rabbia e delusione". Non entrano nel merito delle ragioni per cui la Asl pontina ha annullato il concorso, ma avvertono che la delibera è "già stata sottoposta all'esame di diversi studi legali che ci indicheranno come procedere per la tutela delle nostre legittime ragioni". Tradotto: sarà una pioggia di ricorsi.
"Il risultato di tutto ciò - aggiungono i firmatari - è che noi idonei, grandi dimenticati, stiamo perdendo la possibilità, conquistata onestamente, con dedizione e studio, di essere inseriti in una graduatoria esito di un concorso pubblico svolto, per quanto ci riguarda, in maniera regolare.

Le criticità indicate nella deliberazione della Asl di Latina appaiono, ad una prima lettura, assolutamente inconsistenti, dacché la Dirigenza generale precedente avrebbe consentito lo svolgimento delle prove, pur nella consapevolezza di eventuali irregolarità? Rimaniamo attoniti dinanzi a ciò che accade. Se vi fossero dei profili di responsabilità a carico di chicchessia, è giusto che tali soggetti vengano perseguiti, ma la decisione della Asl di Latina lede un gruppo di persone che nulla hanno a che fare con tali vicende".

Da qui la richiesta a Brunetta di 'intervenire personalmente "per ripristinare la denegata giustizia". E un avvertimento: "Non ci fermeremo ed esporremo le nostre istanze alle autorità di competenza, per la tutela delle nostre legittime ragioni". La battaglia è appena cominciata.