Due settimane sono trascorse dall'incontro tra i vertici di Stellantis e i sindacati. Nel corso di quell'incontro è stato confermato quanto detto nei giorni scorsi, ovvero che i costi di produzione, in Italia, sono molto alti. Non sono quindi esclusi possibili tagli che andrebbero a colpire soprattutto l'indotto. Per questo motivo i sindacati avevano chiesto anche alle istituzioni politiche di farsi sentire, ma nulla si è mosso.

Nessuna convocazione c'è stata al Ministero dello Sviluppo Economico; il tavolo sull'automotive aperto in Regione Lazio dall'ex presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini è fermo da mesi e anche la Consulta dei sindaci del Cassinate, che sarebbe dovuta tornare a riunirsi subito dopo l'incontro del 15 aprile, non è stata ancora convocata.

Qualche spiraglio
All'orizzonte, però, non si intravedono solo nubi.
C'è anche qualche spiraglio, per il gruppo Stellantis in generale e per lo stabilimento Fca Cassino Plant in particolare. «Tutti i mesi vado a Cassino. Le Alfa Romeo si fanno lì, su questo non si scherza. Questi due impianti hanno un livello tecnologico al vertice mondiale», ha detto Jean-Philippe Imparato, Ceo di Alfa Romeo, in un incontro con la stampa nazionale nei giorni scorsi.

Cosa significa? Imparato ha spiegato: «Appena incaricato da Tavares ho preso il primo volo Parigi-Milano. Alfa Romeo si gestisce dall'Italia, non dalla capitale della Francia». Imparato dovrà cercare di risollevare un brand che nell'ultimo anno ha venduto poche auto, anche per il fatto di avere una gamma ridotta a due soli modelli: la berlina Giulia e la suv Stelvio. Entrambe le vetture sono basate sulla piattaforma "Giorgio", fortemente voluta dall'ex Ceo di Fca Sergio Marchionne per riportare Alfa Romeo al livello che gli compete, ed entrambe prodotte a Cassino.

Piattaforma che assicura delle ottime doti dinamiche, tra le migliore in assoluto della categoria, ma che è stata progettata per vetture termiche tradizionali.
Proprio per questo motivo il nuovo capo del Biscione ha confermato che la piattaforma "Giorgio" molto probabilmente verrà abbandonata, in favore del pianale STLA large che il Gruppo Stellantis sta sviluppando.
Questo perché le Alfa Romeo del futuro, oltre a essere elettrificate, saranno anche completamente elettriche, quindi è necessario impiegare una piattaforma ingegnerizzata per ospitare diverse tipologie di trazione.

La nuova Giulietta
E, a proposito di Alfa Romeo del futuro, c'è anche un'altra novità all'orizzonte, per Cassino. Si tratterebbe di un ritorno, se confermato. Parliamo della nuova Giulietta. I sindacati chiedono con forza che Cassino abbia la produzione anche di modelli di segmento C e non solo del lusso (a ottobre, lo ricordiamo, partirà la produzione in serie del Suv Maserati che si affiancherà a Giulia e Stelvio). Giulietta ha terminato la sua corsa dicembre del 2020 ed era sulle linee dal 2010.
Secondo quanto si apprende Alfa Romeo Giulietta, adesso, però, potrebbe tornare. La notizia non è certa, perchè manca ancora l'ufficialità da parte di Stellantis, ma a molti questa voce sembra verosimile.
Se davvero la berlina compatta tornerà ci si chiede come sarà e soprattutto cosa la distinguerà dalle altre berline compatte che fanno parte del gruppo Stellantis.
Il riferimento va naturalmente a Peugeot 308, Opel Astra e DS4.

Infatti in caso di ritorno Giulietta sarebbe molto simile dal punto di vista meccanico e tecnologico a queste 3 auto, con le quali condividerebbe piattaforma EMP2, motori e tecnologia. Ma probabilmente secondo quanto riferiscono ambienti del settore molto vicini al Biscione e di solito ben informati se Alfa Romeo Giulietta tornerà oltre che per il design si distinguerà anche per un altro motivo dalle "cugine" di Opel, Peugeot e Ds Automobiles. La vettura del Biscione infatti quasi sicuramente sarà la più premium delle berline compatte di Stellantis.