Al centro il territorio e tutto intorno associazioni, imprenditori, istituzioni civili e religiose, cittadini, a fare da collante. «Partiamo dall'intuizione dell'Aipes di dare vita ai tavoli di co-progettazione e di investire costantemente nel potenziamento della rete territoriale», questo il passaggio essenziale dell'associazione "Agorà" che si inserisce nella dinamicità dei tanti attori del territorio, promuovendo due iniziative interessanti.

«La prima riguarda la possibilità di iniziare un laboratorio di green economy grazie alla donazione fatta da privati di alcuni terreni agricoli e di un piccolo vigneto», spiegano. «L'idea è quella di mettere in rete questa esperienza, supportata in parte da un gruppo di imprenditori locali - viene ricordato - in modo da offrire ad una cooperativa sociale locale la possibilità di intraprendere un'esperienza pratico-formativa finalizzata allo sviluppo possibile di un'impresa agricola moderna». Sulla base di questo orientamento la collaborazione tra Aipes, Caritas Diocesana, Agorà, terzo settore e il gruppo di imprenditori, rappresenta un'esperienza innovativa e direttamente collegata agli interventi concreti per e con il territorio.

«In maniera del tutto analoga, con la stessa filosofia di fondo della co-progettazione, nell'ambito dell'accordo Liris e del progetto "Reti al Centro", è stato dato vita ad un laboratorio esperienziale aggregativo legato alla piccola lavorazione del legno», concludono da Agorà. La disponibilità del vescovo Gerardo Antonazzo, la collaborazione con l'Aipes e la scesa in campo di alcune imprese locali, hanno dato forma ad un piccolo progetto pilota. L'obiettivo è quello di ridurre la marginalità sociale».