Oltre 400 carte di pagamento risultavano tracciate per due volte nello stesso giorno. Gli intestatari erano ignari di tutto. Hanno appreso di essere stati truffati quando sono stati convocati in questura. La complessa attività investigativa del personale dell'ufficio Volanti ha permesso di accertare l'attività illecita di due addetti al rifornimento di carburante in un distributore del capoluogo. Rinviati a giudizio un sessantaduenne e il figlio di ventinove anni. L'accusa per loro è di truffa aggravata e continuata in concorso e indebito utilizzo di carte di credito. Stando alle accuse i due, lamentando asseriti malfunzionamenti del Pos, chiedevano ai clienti di passare la carta di pagamento una seconda volta, raggiungendo così il loro obiettivo. Si ipotizza una stima complessiva dell'ammontare della truffa di oltre 14.000 euro.

La ricostruzione
Gli agenti coordinati dal dottore Antonio Magno hanno acquisito le ultime transazioni effettuate dai clienti dell'impianto in questione. Approfondite indagini hanno permesso di appurare che tramite artifizi e raggiri il sessantaduenne e il ventinovenne realizzavano un facile guadagno approfittando, nei casi più gravi, anche del rapporto fiduciario che spesso si crea tra un esercente e la clientela. Alcuni clienti, infatti, si affidavano a loro consegnandogli in buona fede la loro carta di pagamento, del tutto ignari che mentre scambiavano qualche parola amichevole di circostanza, i due mettevano in atto il proprio intento. Accertato, quindi, il modus operandi, i due dovranno comparire dinanzi al giudice per rispondere del reato di truffa aggravata e continuata in concorso e indebito utilizzo di carte di credito.